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Autovelox fissi in città: no a multe facili 

Il decreto Semplificazioni introduce modifiche al codice della strada, consentendo autovelox fissi anche nelle strade urbane in città

velox

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, fa una premessa chiara: gli autovelox fissi in città possono anche andare bene. Li introduce il decreto Semplificazioni, che va ancora trasformato in legge. Per ora, il Codice della Strada lo consente solo su autostrade e strade extraurbane principali, e previo decreto del Prefetto, anche sulle strade extraurbane secondarie (dove il limite è di solito di 90 km/h) e sulle strade urbane di scorrimento (70 km/h).

Autovelox fissi in città: che business

Qual è il problema? Il vizietto di alcuni sindaci di piazzare autovelox per fare cassa. Nessuna accusa a Milano. Ma solo qualche numero: nel 2018, a seguito di sette nuovi impianti di controllo della velocità installati a fine 2017, vi sono state, per eccesso di velocità, 696.917 contravvenzioni. Possibile che ci siano così tanti automobilisti incoscienti, oltre che stupidi che, a fronte di postazioni di controllo segnalate e ben visibili, superino comunque i limiti di velocità?

Il decalogo del buon autovelox secondo l’Unione Nazionale Consumatori

L’associazione chiede che gli autovelox siano autorizzati anche nelle strade urbane di città, ma a condizione che:

  1. siano i Prefetti a fissare, nel decreto autorizzativo, i limiti di velocità, congrui rispetto al tipo di strada;
  2. i Prefetti stabiliscano se la segnaletica è conforme e ben visibile, dove debba essere collocato l’autovelox;
  3. sia compito dei Prefetti far rimuovere tutti i falsi cartelli che indicano la presenza di un autovelox, quando questo non è effettivamente presente;
  4. le postazioni di controllo, laddove sono possibili i sorpassi, vadano segnalate su entrambi i lati della carreggiata;
  5. insieme a tutti i cartelli che segnalano la presenza dell’autovelox ci sia sempre, obbligatoriamente, pena nullità della multa, anche quello del limite di velocità previsto, insieme;
  6. tra il primo cartello che segnala l’autovelox e l’autovelox ci siano obbligatoriamente tra 300 e 400 metri, durante i quali il limite di velocità non possa cambiare;
  7. il segnale con il limite di velocità posto insieme a quello che segnala l’autovelox, non sia il primo a indicare quella velocità;
  8. tra il segnale e la postazione non devono essere presenti intersezioni o immissioni laterali di strade, altrimenti il segnale si ripete;
  9. i cartelli siano resi tutti uniformi, siano fatti rimuovere dai Prefetti tutti quelli non conformi;
  10. vi sia l’obbligo, attualmente non previsto, di indicare se si tratta di autovelox o di un controllo della velocità media.

Il problema del limite di velocità

Per l’associazione, il limite di 50 Km/h non dovrebbe valere all’inizio del territorio comunale anche se ci si trova in aperta campagna, ma solo dove cominciano ad esserci effettivamente le case e gli abitanti. Ma i Comuni piazzano il limite di 50 km (e anche l’autovelox …) anche su strade deserte a doppia corsia per senso di marcia. Si chiede, quindi, di prevedere il limite di velocità di 50 km/h non più collegandolo alla definizione giuridica di centro abitato, ma dove vi sono attraversamenti pedonali e raggruppamenti continui di edifici.

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