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Il presidente della IndyCar, Jay Frye, ha ammesso i costanti contatti con la Ferrari

Emergono nuove indiscrezioni su un possibile ingresso da terzo motorista in IndyCar da parte della Scuderia Ferrari

Vettel e Leclerc

Già dall’inizio dell’anno si rincorrono indiscrezioni su un possibile approdo in IndyCar da parte della Ferrari. Lo stesso Mattia Binotto aveva prodotto qualche dichiarazione proprio legata alla questione tanto che da più parti è apparsa sempre più evidente la volontà di realizzare una possibile progetto di approdo negli Stati Uniti, in seguito all’introduzione di budget cap più stringenti proposti in Formula 1. L’introduzione di certi limiti permetterebbe infatti di liberare somme e occupanti da destinare a tale soluzione.

Roger Penske, a capo attualmente della IndyCar ma anche dell’Indianapolis Motor Speedway, ha dichiarato all’inizio di questo mese che la Ferrari è “decisamente interessata ad entrare in IndyCar”. Ora è invece il turno di Jay Frye, attuale presidente della serie americana, che ha affermato di credere che un terzo produttore di motori potrà fare il suo ingresso in IndyCar “prima o poi”. Le speculazioni portano quindi a pensare alla Ferrari che potrebbe unirsi agli attuali Chevrolet e Honda.

Frye ne ha parlato con Autosport ammettendo: “ci sono state conversazioni con vari produttori da alcuni anni, ma ora il fatto di avere Roger Penske dalla parte nostra aggiunge un altro elemento nuovo e molto positivo per noi. Odio dire qualsiasi cosa di cui parla soltanto la gente perché la verità è che ci sono altri fattori che non riesci a controllare. Ma ad un certo punto le cose accadono. Ne sono sicuro. Roger ha un’enorme influenza nel mondo automobilistico, e penso che questo aprirà più occhi sul valore e sulle opportunità di marketing che la IndyCar può offrire. Quindi sono molto ottimista. Con la Ferrari? Sarebbe fantastico Ma ci sono anche altri situazioni là fuori”.

Conversazioni in corso

Quando a Jay Frye è stato chiesto se la Ferrari disponga di maggiori probabilità di unirsi ad Honda e Chevrolet nella serie IndyCar, Frye ha risposto: “ci sono sempre più conversazioni in corso quindi altri, come la Ferrari, possono uscire di punto in bianco. Diciotto mesi fa avrei detto che non sembravano così interessati, ma poi qualcosa è cambiato nel mondo degli affari e c’è un nuovo interesse. Come abbiamo già ammesso molte volte in passato, parliamo continuamente con diversi produttori e Roger, prima che comprasse la serie e la l’Indianapolis Motor Speedway, parla da sempre con loro”.

I limiti di budget introdotti in Formula 1, pari a 145 milioni di dollari per il 2021, 140 milioni per il 2022 e quindi 130 milioni per i prossimi tre anni hanno consentito a McLaren di intensificare il proprio coinvolgimento in IndyCar, introducendo una partnership completa col team Arrow McLaren SP. Mentre in Formula 1 c’è un certo senso di ironia nell’adottare un regolamento a beneficio di un’altra serie, Frye afferma che la trasparenza dei costi e la stesura di un piano quinquennale si sono rivelati cruciali nelle discussioni che IndyCar ha intrapreso con i vari produttori.

“Abbiamo lavorato duramente allo sviluppo di un piano quinquennale e abbiamo anche tenuto i costi sotto controllo per tutti i partecipanti”, ha affermato. “Ora, la pandemia e i suoi effetti non hanno cambiato il piano fondamentale anche se può alterare un po’ i tempi di attivazione. Ma il piano è ancora in atto, l’economia della IndyCar è in buone condizioni ed è importante poiché affrontiamo collettivamente gli effetti di questa pandemia. Tutti i team sanno dove andiamo e cosa faremo. Una delle cose che stiamo cercando di fare è mantenere il più possibile le stesse condizioni anche nel 2021 senza troppi aggiornamenti tecnici per il prossimo anno, perché la ripresa economica richiederà probabilmente due o tre anni”. Una situazione che potrebbe aprire le porte ad un ulteriore interesse da parte del Cavallino Rampante.

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