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Incentivi auto nel decreto Rilancio: in quante settimane 50 milioni verranno bruciati?

I nuovi bonus per le vetture Euro 6 a benzina e diesel rischiano di finire in un batter d’occhio

soldi-bruciati incentivi

La legge di conversione del decreto Rilancio porta in dote anche gli incentivi auto: 50 milioni, pure le Euro 6 ad alimentazione tradizionale. Sono pochissimi soldi. Il rischio è che vengano bruciati in poche settimane. Noi lo diciamo così. L’Unrae (Case estere) utilizza tutt’altra terminologia per gli incentivi auto nel decreto Rilancio. Sentiamo in basso, col nostro commento.

Incentivi auto decreto Rilancio: serve un immediato rifinanziamento dei fondi

L’Unrae parla di apprezzamento per questo risultato raggiunto. Che rappresenta un segno storico. C’è però la consapevolezza del limitato stanziamento dedicato agli incentivi, per il quale dovrà esserci un immediato rifinanziamento dei fondi.

Pertanto la norma, dice l’Unrae, ha un merito: aver assunto come obiettivo una ripresa del settore in senso ampio. Ma questo target nel medio termine richiederà nuovi ed ulteriori sforzi, fiscali, tecnologici e infrastrutturali e di visione.

Come la vediamo noi: un altro miliardo in bonus

Per come la vediamo noi, i 50 milioni verranno sbriciolati. Serve almeno un miliardo di euro. Da trovare dove? Un’idea può essere il decreto Semplificazioni e bilancio.

Quindi, vengono lasciati gli ecoincentivi 2019 per elettriche e plug-in, si sommano gli incentivi decreto Rilancio 2020 anche per Euro 6 a benzina e diesel, ma ci vuole una dotazione degna di questo nome.

Il Governo e gli incentivi: uno strano rapporto

Il problema è che trattasi di Governo reattivo in campo assistenzialistico: redditi di cittadinanza, aiuti di sussistenza, prolungamento di leggeri aiuti con la proroga dello stato di emergenza.

Invece, è un Governo poco reattivo quando si deve costruire, quando occorre gettare le basi per il rilancio dell’economia e per la tutela dei livelli occupazionali: 50 milioni per un settore vitale come quello dell’auto è pochissimo. La pandemia di coronavirus c’è da marzo 2020. I bonus arriveranno ad agosto 2020. Con un gravissimo ritardo. In più, con dotazione misera. Adesso si attende il decreto Semplificazioni e bilancio, per poi avere una dotazione di un miliardo (o giù di lì). Siamo di fronte a un Esecutivo lentissimo nel far riprendere il comparto automotive.

Eppure, un maggior numero di vendite di macchine nuove stimola il Pil, protegge i lavoratori, tutela industria diretta e indotto. In tutto questo, coi gravi incidenti che vedono protagonisti i monopattini elettrici, e con i mezzi pubblici inefficienti e sporchi, l’auto era, resta e sempre sarà lo strumento numero uno per la mobilità in Italia.

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