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Pirateria stradale in aumento: omicidio stradale flop

Sale il numero di automobilisti che causano un incidente e poi scappano: spesso ubriachi

omicidio stradale flop

Drammatici i numeri del 2019 sul fenomeno della pirateria stradale: automobilisti che causano un incidente (spesso ubriachi) e poi scappano. Di ogni nazionalità. Per l’anno scorso, secondo l’Asaps (Amici Polstrada), siamo a 1.129 episodi di pirateria grave, nei quali delle persone sono morte o hanno riportato lesioni. Sovente in bici. Rispetto al 2018, aumento del 12,3%. Col 3,6% di morti in più e il 17,5% di feriti in più.

Pirateria stradale: uno su due misterioso

Su due pirati, solo uno viene preso. Nel 15,1% delle piraterie mortali il pirata identificato a distanza di poco tempo è risultato positivo all’alcol o alla droga o entrambe le tossicità. O ubriaco o drogato oppure sia “fradicio” sia tossico. Mine vaganti spesso senza Rc auto e revisione.

Attenzione: fra l’incidente e il test dell’alcol passano ore: durante quel lasso di tempo, può darsi che l’alcol sia scomparso. Insomma, gli ubriachi che commettono atti di pirateria sono, secondo le stime, ben più di quelli rilevati. Nel 16,7% delle fughe dopo l’incidente il pirata identificato è risultato essere straniero.

Omicidio stradale flop

Nato nel 2016 (Governo Renzi) per combattere ubriachi e drogati alla guida, e per mandare in galera i pirati, il reato di omicidio e lesioni stradali è un flop. Un omicidio colposo, per imperizia, che non fa paura: avrebbe dovuto essere doloso (volontario), con pene severe, ma così non è stato.

Per paradosso, il reato di di omicidio e lesioni stradali è un guaio tremendo per chi commette qualche errore da distrazione (seppure imperdonabile): sobrio causa un incidente con lesioni oltre i 40 giorni (altamente probabili se la vittima è anziana). Perde subito la patente in attesa del processo: sospensione della licenza per 5 anni.