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Alfa Romeo: a Cassino stop alla produzione sino al 30 giugno, posticipati gli investimenti del Piano Italia

Ancora brutte notizie da Cassino

La breve ripresa della produzione nello stabilimento di Cassino, solo per Alfa Romeo Giulia e Stelvio, è già terminata. Il sito laziale, infatti, è di nuovo fermo dopo aver smaltito i pochi ordini accumulati in queste settimane di lockdown. In questi tre giorni di attività, infatti, sono state realizzatie circa 600 unità al giorno, tra Giulia e Stelvio.

Come già annunciato nei giorni scorsi, FCA utilizzerà la cassa integrazione in deroga, prevista dal Decreto Rilancio, per lo stabilimento di Cassino. I piani dell’azienda sono già stati comunicati ai sindacati. Il sito laziale resterà fermo, con la cassa integrazione in deroga, sino al prossimo 15 giugno. Successivamente, è previsto un ulteriore stop con cassa integrazione ordinaria sino al prossimo 30 giugno. 

La produzione riprenderà nel corso del mese di luglio ma, al momento, non ci sono ancora piani precisi per la ripresa. In attesa di un’improbabile netta crescita degli ordini, infatti, FCA valuterà il da farsi. Lo scenario più probabile, secondo i sindacati, prevede pochi giorni lavorativi per il mese di luglio con un ulteriore ricorso alla cassa integrazione per fare da tramite con le tre settimane di chiusura estiva in programma ad agosto.

Tra settembre e ottobre dovrebbe tornare la cassa integrazione in deroga, sfruttando le restanti quattro settimane previste dal decreto governativo di maggio. Successivamente, lo stabilimento continuerà ad andare avanti a ritmo ridotto. Secondo una prima stima dei sindacati, per tutto il 2020 la produzione a Cassino dovrebbe proseguire con 5-6 giorni lavorativi al mese. Un incremento, ad oggi, appare molto difficile anche in considerazione della crisi del mercato auto internazionale oltre che dello scarso successo dei modelli Alfa Romeo.

Sulla questione è intervenuto il segretario di Fim Cisl Mirko Marsella “La situazione è molto preoccupante. Ora bisogna incentivare gli acquisti, come la rottamazione, per attrarre i compratori di auto di Fca. Altrimenti sarà un anno tragico per l’economia del nostro territorio. L’indotto è allo stremo. Un anno con solo cassa integrazione è un danno per lavoratori e famiglie”

Posticipato l’investimento da 800 milioni di Euro per Cassino?

Come riporta oggi Il Messaggero, la crisi legata all’emergenza sanitaria potrebbe causare un ritardo nell’arrivo dell’investimento da 800 milioni di Euro previsto dal Piano Italia per lo stabilimento di Cassino. Ricordiamo che, secondo il piano industriale di FCA per gli stabilimenti italiani, a Cassino verrà prodotto il Maserati D-SUV, il nuovo entry level del Tridente che utilizzerà la piattaforma Giorgio e prenderà il posto della Giulietta (la cui produzione potrebbe essere terminata in via definitiva).

L’investimento per Cassino prevede anche un aggiornamento di “metà carriera” per Giulia e Stelvio con diverse novità sia alla carrozzeria che alla gamma di motorizzazioni con l’arrivo dei nuovi motori mild hybrid e di una possibile nuova variante Veloce da oltre 300 CV (ricordiamo che questa settimana Alfa Romeo ha annunciato le nuove Giulia e Stelvio Veloce da 250 CV che permettono di evitare il Superbollo).

Il programma di FCA prevedeva lo stop della produzione della Giulietta a marzo e il contemporaneo inizio dei lavori di pre-produzione del Maserati D-SUV. Secondo quanto rivelato da Maserati stessa, l’effettivo debutto sul mercato del nuovo entry level era in programma 18 mesi dopo l’avvio dei lavori di aggiornamento per lo stabilimento di Cassino.

E’ chiaro, quindi, che un ritardo dei lavori di pre-produzione comporterà anche un ritardo nel debutto del nuovo D-SUV del Tridente, un progetto chiave per il rilancio dello stabilimento di Cassino e per tutto l’indotto. Il nuovo modello di Maserati potrebbe arrivare soltanto nel corso del 2022 e non più nella seconda metà del 2021 come, invece, precedentemente annunciato.

Per quanto riguarda i restyling di Giulia e Stelvio, invece, al momento non ci sono aggiornamenti sostanziali. Il piano industriale di Alfa Romeo dice, chiaramente, che i nuovi modelli arriveranno nel 2021 ma, ad oggi, FCA non ha confermato la data e anche da fonti sindacali non arrivano conferme in merito all’aggiornamento dei due modelli di segmento D della casa italiana.

A questo punto, sarà necessario attendere le prossime settimane per saperne di più. Il prestito da 6 miliardi di Euro chiesto, con garanzie statali, da FCA Italy potrebbe sbloccare la situazione e permettere un’accelerazione degli investimenti in questo periodo di fortissima crisi dell’intero settore automotive internazionale. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti sulla questione.

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