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FCA: ripresa parziale della produzione dal 27 aprile in 5 stabilimenti italiani

Dalla prossima settimana riprenderà la produzione del Ducato e di alcuni reparti di componentistica

fca mirafiori

FCA è pronta a ripartire con la produzione in Italia. Le attività di ricerca e sviluppo sono già ricominciate e, tra pochi giorni, riprenderà anche la produzione. Il gruppo ha già individuato il piano da seguire per ritornare alla normalità in attesa che il Governo stabilisca le nuove linee guida per le attività produttive e commerciali “non essenziali”.

A partire dal prossimo 27 aprile riprenderà la produzione del Fiat Ducato alla Sevel di Atessa. In parallelo alla ripresa della produzione del Ducato ci sarà la ripartenza anche di alcuni reparti di componentistica di altri quattro stabilimenti (Melfi, Pomigliano d’Arco, Termoli e Mirafiori). Dalla prossima settimana, quindi, oltre alle attività di ricerca e sviluppo (già in corso a Mirafiori, Termoli e Melfi) si aggiungeranno nuove attività produttive che permetteranno ad FCA di avvicinarsi alla ripresa completa delle operazioni in Italia.

Per riprendere le operazioni in Italia, in attesa di una decisione finale del Governo sulle restrizioni attive sino al 3 maggio, FCA chiederà un’autorizzazione prefettizia, seguendo la stessa procedura già messa in atto da diverse altre aziende del Paese. La produzione della Sevel è considerata “strategica” e la ripresa produttiva degli stabilimenti dovrebbe ricevere la deroga prevista dalla normativa.

FCA ha già comunicato ai sindacati l’intenzione di ripartire con la produzione in Sevel dal prossimo 27 aprile confermando come tale ripresa produttiva andrà a coinvolgere anche i reparti di componentistica citati degli stabilimenti di Melfi, Pomigliano d’Arco, Termoli e Mirafiori. La conferma è arrivata con una nota stampa diffusa dalle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR. 

Nella nota dei sindacali viene avanzata la richiesta ad FCA di rispettare l’accordo sulle linee guida da seguire per la sicurezza dei lavori mentre: “Come sindacato avanziamo due richieste. La prima è rivolta a Fca e consiste nella necessità di effettuare subito gli incontri preparatori e di verifica per la corretta e puntale applicazione delle linee guida sulla sicurezza concordate il 9 aprile.”

La seconda richiesta dei sindacati è indirizzata al Governo: “Fca è una delle più grandi imprese italiane, è diffusa su tutto il territorio nazionale ed ha un indotto vastissimo, per cui esigenze elementari di chiarezza e uniformità imporrebbero un pronunciamento centrale per garantire la salute e la sicurezza di migliaia di lavoratori”.

I rappresentanti dei lavoratori hanno confermato che la riapertura degli stabilimenti sarà anticipata dalle dovute verifiche per garantire la sicurezza dei lavoratori “Nei prossimi giorni in ogni caso terremo incontri e sopralluoghi per essere certi che comunque quando si avrà la ripresa produttiva su realizzi nel rispetto delle misure e azioni di sicurezza necessarie a partire dalla garanzia per una mobilità pubblica casa lavoro che tuteli dai rischi di contagio le lavoratrici ed i lavoratori”.

Ripresa produttiva completa solo a maggio

Per la ripresa produttiva completa degli stabilimenti italiani di FCA sarà necessario attendere il prossimo mese di maggio e le decisioni del Governo legate alle attività industriali “non essenziali” che dovrebbero tornare in attività soltanto dal 4 maggio, salvo ulteriore proroga delle misure di contenimento dell’epidemia di Coronavirus.

La ripartenza della produzione potrebbe riguardare solo alcuni modelli (FCA ha chiarito che la priorità sarà data a 500, Ducato e Compass) ed alcuni stabilimenti potrebbero restare fermi per diverse settimane. E’ il caso, ad esempio, dello stabilimento di Cassino dove vengono prodotti i modelli di Alfa Romeo. Nel sito laziale, infatti, lo stop produttivo potrebbe essere prorogato alla seconda metà di maggio con l’adozione della cassa integrazione ordinaria.

La ripresa delle attività produttive dovrebbe riprendere lentamente anche a Pomigliano d’Arco, Grugliasco, Mirafiori e Modena. Per il momento, in ogni caso, non resta che attendere l’arrivo di ulteriori aggiornamenti in merito ai programmi di FCA sulla produzione in Italia che, inevitabilmente, saranno legati alle decisioni del Governo. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti.

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