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La V6 per l’Avvocato Agnelli: Fiat 130 Villa d’Este

La Fiat 130 Villa d’Este è una vettura appositamente realizzata per Gianni Agnelli, prodotta in soli quattro esemplari tutti differenti

Fiat 130 Villa d'Este - 1

La sfuggente Fiat 130 Villa d’Este è la variante station wagon a base Fiat 130 costruita per Gianni Agnelli, il leader dell’impero Fiat, nel 1971. Ora di proprietà di Corrado Lopresto. L’Avvocato era solito utilizzare la speciale 130 per recarsi da casa sua a St. Moritz verso gli impianti di risalita. Volendo essere sinceri, a quel tempo c’era già una varietà di varianti speciali e versioni speciali costruite sulla Fiat 130 di alta gamma. La Fiat 130 Opera era una coupé a quattro porte costruita da Pininfarina nel 1974. La Maremma era un’ulteriore variante, costruita sulla base della coupé, una vettura molto particolare. Poi c’è la 130 Pavesi, un numero indeterminato di coupé prodotte dalla minuscola Carrozzeria Pavesi, tutte con il tetto rivestito in vinile, molto simile alla XJ-C. Inoltre ci sono anche le varianti basate sulla berlina. Alcuni sostengono che esistessero numerose ambulanze costruite dalla Carrozzeria Grazia di Bologna, ma quante siano realmente non è dato sapere. Probabilmente condussero una vita molto dura e furono successivamente abbandonate senza tante cerimonie su un mucchio di rottami. Diversi carrozzieri produssero ulteriori varianti mentre una decapottabile fu costruita per la flotta di veicoli vaticana.

Fiat 130 Villa d'Este - 2

Dopo il brutale omicidio di Aldo Moro, furono costruite alcune unità corazzate per i membri del Governo Italiano. Erano equipaggiate con pneumatici Pirelli auto sigillanti e motori V8 da 4 litri per compensare il peso dell’armatura e dei vetri antiproiettile. Uno è stato presumibilmente costruito per il sanguinoso dittatore rumeno, Nicolae Ceausescu.

La Villa d’Este

Si comprende bene la versatilità della Fiat 130 ad essere prodotta in innumerevoli varianti. E qui arriviamo alla station wagon o alla versione station wagon. In linea con l’aura di mistero che circonda queste tipologie di vetture, pare ne siano state costruite quattro. Tuttavia, la maggior parte delle fonti concorda sul fatto che si conosce solo la posizione di tre di queste. Sono stati tutti progettati dal Centro Stile Fiat e costruiti grazie ad una piccola azienda sul Lago di Como, l’Officina Introzzi di Lipomo. Introzzi era un’officina di famiglia che si era specializzata nella costruzione di vetture convertite provenienti da auto standard.

All’epoca le Fiat 130 provenienti da Introzzi erano chiamate tutte “Familiare”. Il primo era in colorazione argento con finti pannelli di legno sui lati e un portapacchi in vimini sul tetto. Questa era l’auto personale di Agnelli, custodita a casa sua nella località svizzera di St. Moritz e usata con parsimonia, di solito in inverno. Il cestino di vimini serviva ad ospitare gli sci.

Fiat 130 Villa d'Este - 3

La seconda auto fu costruita per il fratello di Agnelli, il dottor Umberto Agnelli, e fu meno (visivamente) sorprendente: carrozzeria color crema con tetto in colore bronzo. La terza auto aveva un tetto metallico verde e, si spera, si troverà ad un certo punto per la gioia di una casa d’aste che la venderà. La quarta auto, con un tetto metallico rosso, è stata donata dall’Avvocato a Guido Nicola di Aramengo, un fantastico restauratore d’arte che aveva realizzato molti lavori per la famiglia Agnelli. Pare evidente che la Fiat 130 Villa d’Este rappresenta una vettura unica e irripetibile.

Realizzata nel 1971

L’auto è stata costruita nel 1971, ma è una bella manifestazione di stile della fine degli Anni ’60, non si può dire che avesse una cura aerodinamica degna di nota ma possiede la morbidezza della seta che ad Agnelli piaceva così tanto. In ogni caso la 130 Villa d’Este è una vettura sobria come tutte le sue vetture.

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L’avvocato ebbe un grave incidente d’auto nel 1952 quando si schiantò a bordo di una Ferrari sul posteriore di un camion. Era abituato a farsi strada, mentre guidava la Fiat con un pugno di ferro dal 1966 tanto che ad un certo punto si diceva che controllasse un quarto di tutte le società della borsa di Milano. Poiché ebbe un certo disagio a seguito di quell’incidente, per l’uso quotidiano preferiva le auto a due pedali. Questa 130 Villa d’Este ha un motore V6 da 3,2 litri accoppiato a un cambio automatico Borg Warner a tre velocità. I posti sono ampi, comodi. Il motore suona che è un piacere. Il cruscotto non ha sorprese per chiunque abbia familiarità con le Fiat del periodo. Non va dimenticato che l’auto preferita di Agnelli è stata una modesta 125 che ha conservato per gran parte della sua vita, quindi i comandi squadrati simili a quelli della 125 si adattano perfettamente alla forma del corpo. Le sospensioni sono ottime, avvolgenti e prive di qualsiasi scricchiolio o rumori. Fa esattamente quello per cui è stata costruita: trasporta le persone in un lusso non ostentato.

 

Il motore progettato da Lampredi con i suoi 165 CV è adatto alla vettura, combinato con un cambio con convertitore di coppia idraulico, e permette un’erogazione pressoché perfetta. Immancabile l’unità di climatizzazione aggiuntiva che, all’inizio degli Anni ’70 in Europa, deve essere stata il massimo in termini di potenzialità.

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