in ,

In auto senza permesso: denunce e sequestri

Rotto il muro delle 8.000 persone denunciate in un giorno per il decreto coronavirus

controlli carabinieri

Vai in auto senza permesso violando il decreto coronavirus? Sappi che, il 17 marzo 2020, le Forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 187.455 persone. Addirittura 8.089 sono state denunciate. Salgono così a 1.025.655 le persone controllate dall’11 al 17 marzo 2020, 43.595 quelle denunciate.

In auto senza permesso: la stretta

Il problema riguarda soprattutto chi va in auto senza permesso: autogiustificazione assente. E occhio. Sentite il procuratore della Repubblica di Parma, Alfonso D’Avino. Ha inviato alle forze dell’ordine una direttiva per interpretare il decreto coronavirus: il sequestro del mezzo va applicato. Quando? Nei casi obiettivi di spostamento illecito, qual è certamente lo spostamento fuori Comune per il quale la persona non fornisce una giustificazione in linea con l’obiettivo del decreto Covid-19. Che fine fa l’auto? Per evitare aggravi per l’erario, il mezzo sarà affidato alla stessa persona, che dovrà ritornare da dove era partito e tenere auto o moto a disposizione dell’autorità giudiziaria. Morale: macchina ferma, sino a nuovo ordine.

Alla guida col rischio di Codice Penale

Se una persona parcheggia male l’auto, scatta la multa da Codice della Strada per divieto di sosta. Se una persona è fermata e non presenta l’autocertificazione, l’illecito è la violazione dell’articolo 650 del Codice Penale: in auto senza permesso, mancato rispetto di un provvedimento dell’Autorità. Nel caso in cui la persona fermata compili un’autocertificazione con dichiarazioni false rischia, c’è pure una una denuncia per falsità ideologica: articolo 483 del Codice Penale. Serve un avvocato. Un altro mondo rispetto al Codice della Strada: occhio.

Altro giro di vite contro il Covid-19

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha detto che nelle prossime ore bisognerà prendere in considerazione la possibilità di porre il divieto completo di attività all’aperto. Se l’appello di restare a casa non sarà ascoltato saremo costretti anche a porre un divieto assoluto. Si infittiscono i controlli su chi va a piedi, in bici, in auto. È guerra totale al coronavirus.

Lo ha ribadito Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css): un virus per vivere e replicarsi ha bisogno di cellule, da solo altrimenti non ce la fa. Questo è il motivo per cui è così fondamentale prestare la massima attenzione alla prevenzione del contagio interumano. Si insiste sul concetto della distanza di sicurezza anti-contagio, sul bisogno di abbandonare le nostre consuetudini sociali e affettive.

Per chi torna in Italia con l’auto

Chi entra in Italia, in aereo, treno, per via marittima o stradale (in auto), anche in assenza di sintomi, è obbligato a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel Paese al Dipartimento di prevenzione dell’Asl competente per territorio. La persona viene quindi sottoposta alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni. È quanto dispone un decreto firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e da quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Il provvedimento ha validità fino al 25 marzo. Obiettivo: contrastare il diffondersi ulteriore dell’epidemia di nuovo coronavirus. E se non bastasse? Chissà, può darsi che ci sia un prolungamento di tutte le misure o di alcune di queste.

Le persone che rientrano in Italia per comprovate esigenze lavorative e per un tempo non superiore alle 72 ore (salvo motivata proroga di altre 48 ore) devono presentare una dichiarazione in cui attestano di entrare esclusivamente per tali esigenze.

Ora gli ospedali da campo anti coronavirus

Perché questi controlli a chi guida l’auto? La situazione è così delicata che dono in corso le attività di installazione di diversi ospedali da campo: daranno sostegno alle strutture ospedaliere di diverse città.

  • A Bergamo l’Associazione Nazionale Alpini allestirà una struttura campale, da oltre 300 posti letto.
  • Piacenza e Crema: proseguono le operazioni di allestimento di due ospedali da campo grazie all’impegno delle Forze Armate.
  • Cremona: sono iniziate le attività di montaggio della struttura medica mobile con circa settanta posti letto, cui 8 di terapia intensiva, dell’Organizzazione non governativa Samaritan’s Purse. Rientra nell’ambito della collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.