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Decreto coronavirus: cosa succede per chi va in auto

Italia zona protetta. Lo ha deciso il Governo perché la situazione è molto preoccupante

I numeri dicono che stiamo avendo una crescita importante delle persone in terapia intensiva e delle persone decedute. Risultato: le nostre abitudini vanno cambiate: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo ha detto il premier Conte, annunciando un nuovo decreto coronavirus che fa dell’Italia una zona rossa intera. Non più solo la Lombardia.

Il provvedimento si sintetizzare con l’espressione “Io resto a casa”. Ci sarà l’Italia come zona protetta. Sulla nuova misura del governo c’è stato il plauso delle Regioni. Ovviamente, il presidente della Repubblica sa tutto. Il problema è che sono 7.985 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile. Le persone guarite sono 724.

Emergenza coronavirus, falsa la notizia di un comunicato relativo a controlli di polizia

Il ministero dell’Interno non ha pubblicato in data di oggi alcun comunicato su controlli di polizia legati al contenimento dell’emergenza contagio da Coronavirus. Che diceva così: “Controlli di Polizia per chi esce di casa senza motivi di lavoro, salute o per necessità, secondo il decreto coronavirus. Anche per chi va in auto. Non esiste il divieto di uscire di casa, ma lo si deve fare per esigenze lavorative, sanitarie o di sussistenza (fare la spesa per esempio). Il Governo, vista l’inosservanza palese e il comportamento irresponsabile di molti, corre ai ripari. Possibili denunce contro chi, come i malati, esce senza motivi di necessità. Stretta anche su chi si sposta al volante, in treno, in aereo. Ai prefetti poteri di controllo tramite i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Decreto Covid-19 e spostamenti in auto

Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.

I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali.

Zero assembramenti: niente ritrovi anche per chi va in auto

Non ci saranno più “zona rossa” o “zona 1 e zone 2”, ci sarà solo l’Italia zona protetta. Saranno quindi da evitare spostamenti su tutto il territorio nazionale a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, necessità o salute. Estenderemo tutte le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo su tutto il territorio nazionale. Inoltre c’è anche un divieto degli assembramenti sia all’aperto che nei locali chiusi.

Quali multe per chi sgarra in auto

Per spostarsi, ecco l’autocertificazione-coronavirus. La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli. La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica).