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Truffe Rc auto: come difendersi

Numerosi gli italiani caduti in trappola nel 2019: lo dice un’indagine

Hacker in front of his computer. Dark face

Secondo il portale Facile.it è allarme truffe Rc auto. Ha commissionato a mUp Research: nel 2019 addirittura il 19% dei rispondenti, pari a circa 8,3 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto vittima di una truffa, on o offline. Di questi, parecchi in àmbito Rca. Circa l’1%: ossia 83.000. Significa 83.000 auto senza Rca circolanti in Italia. Un guaio perché, in caso di incidente, non si ha la copertura e si deve pagare i danni di tasca propria.

Truffe Rc auto: quale multa

Ricordiamo che, qualora la macchina sia sprovvista di polizza, scatta la multa:

  • 868 euro,
  • più il taglio di 5 punti patente,
  • più il sequestro immediato dell’auto.

E chi è vittima dell’incidente dovrà rivolgersi al Fondo vittime della strada per avere il risarcimento. Una procedura molto lunga, che mette in seria difficoltà la persona coinvolta senza colpa nel sinistro.

Truffe Rc auto: come prevenire

L’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) fa diverse raccomandazioni per prevenire le truffe Rc auto.

  • Adottare le opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative via internet o telefono (anche via WhatsApp), soprattutto se di durata temporanea.
  • Controllare, prima del pagamento del premio, che i preventivi e i contratti siano riferibili a imprese e intermediari regolarmente autorizzati. Basta consultare il sito www.ivass.it: ci sono gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia; sono presenti anche gli intermediari.
  • Occhio ai pagamenti dei premi effettuati a favore di carte di credito ricaricabili o prepagate: sono irregolari. Idem i pagamenti effettuati a favore di persone o società, non iscritte negli elenchi Ivass.
  • I siti internet o i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari italiani che svolgono attività on-line devono sempre indicare i dati identificativi dell’intermediario.
  • I siti o i profili Facebook (o di altri social network) che non contengono le informazioni corrette non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa: espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.