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Gestione autostrade italiane: quelle spagnole possono essere di esempio

Due situazioni verificatesi in Spagna potrebbero rappresentare un valido modello per l’attuale situazione delle concessioni autostradali italiane

Autostrade

Nell’intricata situazione della gestione autostradale italiana di cui si è discusso molto in queste settimane, alcuni segnali da prendere come esempio potrebbero derivare da quanto sta succedendo ad esempio in Spagna. Proprio dalla Penisola Iberica arrivano infatti due notizie relative alla viabilità del Paese. Il governo spagnolo ha infatti revocato le concessioni di Abertis (la nostra Autostrade per l’Italia in pratica), società inclusa nel noto gruppo Atlantia, assumendo quindi il controllo della rete viaria che diventa quindi statale. Inoltre ha anche escluso i pedaggi su due tratte autostradali: si tratta della Cadice – Siviglia e della Tarragona – Valencia – Alicante, un dato che parla di ben 600 chilometri percorribili senza sborsare nemmeno un euro.

Due situazioni che possono essere viste con un occhio di riguardo dalla controparte italiana.

La velocità delle decisioni spagnole contro la lentezza italiana

Risulta ben presto evidente che la rapidità con cui la situazione è stata affrontata in Spagna dal governo di Pedro Sanchez (la concessione di Abertis doveva durare fino al 2048) mette in risalto la lentezza di quanto accade invece nel nostro Paese. In Italia la viabilità condizionata da enormi disagi e strutture spesso inesistenti è anche frutto della lentezza dell’intero sistema.

Ancora oggi non è chiaro quale sarà il futuro delle concessioni autostradali in Italia. Da parte del Movimento 5 Stelle c’è la volontà di nazionalizzare le autostrade. In questo modo verrebbe assegnato poi l’incarico di gestire 3 mila chilometri di strade (ad alto scorrimento) esclusivamente ad ANAS. Sul discorso dei pedaggi invece in Italia sono stati sospesi solamente gli aumenti. Il pagamento invece è stato escluso soltanto su quelle tratte interessate da gravi disagi. Insomma, il modello spagnolo dovrebbe far riflettere e probabilmente insegnare anche qualcosa.