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Revoca ad Aspi: l’Anas vuole lo scudo penale?

Di Maio vuol togliere la concessione ad Aspi. Ma pare che Anas prenda la concessione solo dopo aver ottenuto lo scudo penale

Tiene banco la revoca ad Aspi. Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio va in super pressing contro Autostrade per l’Italia dalla strage di Genova di agosto 2018. E anche il Pd pare orientato in quella direzione. Per la ministra dei Trasporti De Micheli ci sono troppe evidenze su scarsa manutenzione. Il riferimento è a tante carenze: al di là del ponte Morandi, anche numerosi viadotti. Ma Aspi respinge addebiti e accuse.

Revoca ad Aspi: posta in gioco

La partita ha una posta in gioco gigantesca. Secondo indiscrezioni, lo Stato deve pagare ad Aspi una penale di 20 miliardi se attua la revoca unilaterale. Uno stop al contratto che lega Stato e gestore. Di qui, la manovra 2020 che cambia le regole. Nel milleproproghe è stata inserita la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che permette di revocare le concessioni ai Benetton, ha dichiarato Di Maio durante una diretta Facebook. Accuse anche dal presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato Mauro Coltorti: a fronte di introiti miliardari, la concessionaria ha investito solo in minima parte in manutenzione. Questo, dice, sembra essere stato alla base di incidenti mortali e, più recentemente, di disagi senza fine per gli utenti costretti a pagare le tariffe a fronte di un servizio spesso pessimo.

Il ruolo di Anas nella revoca ai concessionari

La manovra 2020 introduce una norma speciale: se c’è revoca al gestore, subentra Anas. Ma il Sole 24 Ore lancia questa indiscrezione: Anas accetta solo se c’è uno scudo penale. Ossia: se ci sono problemi sulle autostrade gestite da Anas dopo il subentro, chi paga le conseguenze penali? Pare che Anas voglia uno scudo, una protezione, una sorta di garanzia o di immunità. Da parte di Anas, nessun commento per ora.

La risposta di Aspi in caso di revoca

Dura Aspi nel commentare le ipotesi di revoca. Se la norma fosse effettivamente adottata, Aspi riterrà verificati i presupposti per la risoluzione di diritto della Convenzione Unica. Ossia del contratto che lega Stato e gestore. Il mille-proroghe, per Aspi, presenta rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee. Per tale ragione, la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative.

Intanto, arriva l’osservatorio per la sicurezza delle autostrade

La ministra De Micheli, nel frattempo, ha deciso che a partire dal nuovo anno verrà istituito presso il ministero dei trasporti un osservatorio permanente di monitoraggio delle verifiche di sicurezza. Relative a tutte le strade e autostrade gestite in concessione. Anche con il coinvolgimento di Ansfisa, l’agenzia per la sicurezza stradale e ferroviaria.