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Aumenti dei pedaggi 2020: stop del Governo

L’Esecutivo punta a mettere in freezer i consueti rincari tariffari, che scattano ogni 1° gennaio

Uno gennaio di ogni anno: quale… sorpresa per gli automobilisti? Gli aumenti dei pedaggi autostradali. Per convenzione, ossia per un contratto che lega Stato (proprietario della rete autostradale) ai gestori privati. Che hanno in mano un business colossale. Incassano pedaggi in cambio di manutenzione: devono investire in sicurezza. Più lo fanno, e più gli incidenti calano, più i pedaggi schizzano verso l’alto. E se il traffico cala, comunque la complicatissima formula matematica della convenzione protegge i gestori: pedaggi insù. Ma gli aumenti dei pedaggi 2020 probabilmente non ci saranno.

Aumenti dei pedaggi 2020: alt col decreto milleproroghe

Lo stop agli aumenti dei pedaggi 2020 arriva col decreto milleproroghe. Che serve per procrastinare l’entrata in vigore di norme alle quali si è deciso di non dare attuazione immediata. Adesso si aspetta l’ok del Consiglio dei ministri, da un momento all’altro, magari mentre scriviamo.

Cosa dice la normativa sullo stop agli aumenti dei pedaggi 2020

La bozza del testo prevede lo slittamento degli adeguamenti tariffari relativi al 2020 fino al 30 marzo. Quindi, no agli aumenti il 1° gennaio 2020. Sì agli aumenti il 1° aprile 2020. Infatti, entro il 30 marzo 2020, le società concessionarie devono presentare l’aggiornamento dei piani economico-finanziari giunti a scadenza. Perfezionato entro il 30 giugno.

Stop pedaggi: perché

Lo stop agli aumenti riguarda 16 concessionarie per le quali sono scaduti i periodi regolatori. Le norme prevedono anche che gli adeguamenti tariffari avvengano in base ai nuovi criteri adottati dall’Autorità dei Trasporti: serve l’aggiornamento dei piani economico-finanziari. Vedremo cosa verrà fuori dal nuovo sistema tariffario, basato su un differente calcolo di efficienza delle prestazioni. In passato, aumenti quasi certi. E in futuro? Plausibili i cali dei pedaggi? Sarebbe clamoroso.

Concessioni: Anas e autostrade

Ecco un’altra novità del milleproroghe. In caso di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o autostrade, Anas gestisce. In attesa di individuare un nuovo concessionario. Al quale sono dovuti il valore delle opere realizzate, le penali e gli altri costi da sostenere in conseguenza dell’estinzione del rapporto. Ma non se lo stop alla concessione è per suo inadempimento.

Pedaggi: questione d’immagine per il Governo

Sui pedaggi, il Governo gioca una partita pesante. Se l’automobilista paga e non ci sono incidenti gravissime o disgrazie stradali o strutture che crollano, allora non si creano polemiche. Ma se l’automobilista paga e i viadotti si sciolgono come burro al Sole, è chiaro che l’aumento dei pedaggi crea malumore. Il cittadino non si sente protetto dallo Stato se, in questi casi, non c’è un intervento dall’alto per bloccare gli aumenti tariffari. Siccome di recente ci sono state stragi stradali epocali, viadotti crollati, voragini, intere aree paralizzate per le autostrade non praticabili, ecco che l’Esecutivo pensa a uno stop degli aumenti dei pedaggi 2020. Tutto congelato. Non bocciato per sempre.

Aiscat e pedaggi: reazione forte

Aumenti dei pedaggi: l’Associazione dei concessionari autostradali (Aiscat) non ci sta. Ha espresso sconcerto e incredulità. Parlando di incostituzionalità e di gravissima lesione dello Stato di diritto. Dice che c’è il rischio di distruggere un intero settore produttivo. Qual è il cuore del problema? Il concessionario a cui sia stata tolta la concessione per inadempienza deve risarcire i danni derivati dal suo inadempimento. Questa cifra viene scalata dal rimborso che gli spetta. Facciamo l’ipotesi della tragedia dovuta al crollo del ponte Morandi. Autostrade per l’Italia essere chiamata a pagare il risarcimento dei danni provocati. Come viene rimborsata della revoca della concessione? Con il solo pagamento delle opere che ha realizzato al netto di quanto ha già ammortizzato con l’incasso dei pedaggi. Occhio: le clausole vengono inserite di diritto nei contratti e nelle concessioni autostradali, anche in quelli già in corso.

L’Aiscat contro il Governo sui pedaggi

Per l’Aiscat, il provvedimento rischia di provocare conseguenze estremamente gravi nei confronti di diverse società concessionarie. Un pericolo per quelle quotate in Borsa. Ricadute negative sulle linee di credito dei gestori. Problemi nella gestione delle Infrastrutture autostradali. Sopravvivenza delle società con un punto di domanda. È una norma palesemente anti-impresa, dice l’Aiscat. Un rischio per decine di migliaia di lavoratori e di risparmiatori. Viene minata la credibilità dello Stato italiano agli occhi degli investitori internazionali. Si potrebbe arrivare a distruggere un intero settore produttivo del Paese, conclude l’Aiscat.

Pedaggi e politica: cosa succede

Da segnalare che la normativa sui pedaggi del milleproroghe è stato varato senza il voto di Italia Viva, che ha fatto mettere a verbale il proprio dissenso. Questo il succo: se il tema è revocare la concessione di Autostrade per l’Italia per la vicenda del ponte Morandi, ha commentato il deputato renziano Luciano Nobili, se ne discuta con la maggioranza. E poi si porti la questione in Parlamento. Morale: i pedaggi saranno una questione esplosiva.

Pedaggi autostradali: che cosa sono

Come spiega Autostrade per l’Italia, il pedaggio autostradale è l’importo che il cliente è tenuto a pagare per l’uso dell’autostrada. I proventi dei pedaggi servono alle società concessionarie, che hanno costruito le autostrade con proprie risorse finanziarie, per recuperare gli investimenti già effettuati. E per sostenere le spese di ammodernamento, innovazione, gestione e manutenzione della rete. Quindi, il gestore investe in sicurezza: in cambio, incassa i pedaggi.

Tariffe autostradali: come si formano

I criteri per il calcolo dei pedaggi per la rete autostradale italiana sono stabiliti dalla normativa di settore, spiega Autostrade per l’Italia: ossia leggi dello Stato e delibere del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). Recepita nelle convenzioni fra le società concessionarie e l’ente concedente. Come ottenere l’importo da pagare?

  • Il cliente moltiplica la tariffa unitaria per i km. Tutti i km. Inclusi i km degli svincoli, delle bretelle di adduzione e dei tratti autostradali liberi prima e dopo il casello. Che sono stati costruiti e sono gestiti dalla concessionaria.
  • All’importo così ottenuto si deve aggiungere l’IVA (22%) e applicare l’arrotondamento, per eccesso o per difetto, ai 10 centesimi di euro.

Tariffa unitaria autostradale: di che si tratta

La tariffa unitaria applicata varia in funzione di 3 cose.

  • Tipo di veicolo utilizzato (5 classi). Sulle tratte di Autostrade per l’Italia e sulla quasi totalità delle altre concessionarie, la classificazione dei veicoli viene effettuata sulla base di elementi fisicamente misurabili. Primo: la sagoma (l’altezza del veicolo sulla perpendicolare dell’asse anteriore) per i veicoli a 2 assi (classi A, B). Secondo: il numero degli assi per i veicoli o convogli con più di due assi (classi 3, 4, 5).
  • Caratteristiche dei tratti autostradali percorsi (di pianura o di montagna). La tariffa unitaria tiene conto dei costi di costruzione, gestione e manutenzione delle tratte autostradali. Quindi, più la tratta è difficile, più costoso il pedaggio.
  • Società concessionaria che gestisce la tratta nel caso di percorsi che comprendano più società autostradali: occorre calcolare separatamente i chilometri e le tariffe unitarie.

Arrotondamento pedaggio: cos’è

Tema scottante l’arrotondamento. Basta un nonnulla per far lievitare a due euro un pedaggio che prima costava un euro. Il sistema di arrotondamento prevede 2 cose (di solito):

  • se il pedaggio dovuto presenta una cifra finale inferiore ai 5 centesimi di €, il pedaggio che paga l’utente è arrotondato ai 10 centesimi inferiori;
  • se la cifra finale è uguale o superiore ai 5 centesimi, il pedaggio per l’utente viene arrotondato ai 10 centesimi superiori.

Sistemi chiusi e aperti

  • Nei sistemi chiusi, il cliente ritira un biglietto in entrata e lo consegna in uscita: paga il pedaggio corrispondente al percorso più breve in termini chilometrici. Quasi tutti sono chiusi. Si paga col Telepass, quando lo si ha.
  • Nei sistemi aperti, il cliente non ritira il biglietto che permette di stabilire da dove si proviene e dove si va. Il percorso compiuto non si conosce. La percorrenza su cui si basa il calcolo dell’importo da pagare fa riferimento a una lunghezza fissa. Si tratta delle tratte autostradali definite come l’A8 Milano-Laghi, l’A12 Roma-Civitavecchia.

Non ho pagato il pedaggio: conseguenze

Quando il pedaggio non viene corrisposto, l’automobilista riceve uno scontrino che attesta il mancato pagamento. Ovunque: sia nelle piste con operatore sia in quelle automatiche. Lo scontrino è il rapporto di mancato pagamento: qui vengono riportati i dati del veicolo e di transito. Ci sono la data, l’ora, il casello di uscita e di entrata, l’importo da pagare. Se non pago, ecco cosa accade.

  • Il mancato versamento di quanto dovuto comporta il recupero forzoso del credito. Con il conseguente aggravio delle spese a carico del debitore: lo dice l’articolo 373 del Regolamento del Codice della strada).
  • Tutto passa alla Polizia stradale. Per la conseguente contestazione delle sanzioni amministrative. Lo dice l’articolo 176 del Codice della strada, ai commi 11°, 11° bis e 21°. Con multa di 87 euro. E decurtazione di 2 punti dalla patente di guida dell’effettivo trasgressore. Il proprietario comunicherà alla Stradale chi ha commesso l’infrazione. Se non lo fa, arriva a casa dello stesso titolare del mezzo la multa supplementare: con spese di notifica, sono 300 euro.

Viadotti A14 e A16 dissequestrati

A proposito di viadotti, di cui si parlava all’inizio, intanto la Procura della Repubblica di Avellino ha accolto l’istanza di Autostrade per l’Italia relativa al dissequestro delle barriere di sicurezza bordo-ponte installate su 10 viadotti lungo le autostrade A14 e A16. Ma perché proprio queste tratte? Perché nel luglio 2013, ci fu la strage dei pellegrini: un pullman precipitò in una scarpata sull’A16, dopo essersi appoggiato su una barriera. Al centro di indagini e di polemiche violente. Non si è ancora arrivati alla sentenza definitiva. Autostrade per l’Italia si è sempre professata innocente: la barriera non poteva contenere l’uscita di strada del bus a quella velocità, bus peraltro non revisionato e coi freni rotti. Il dissequestro temporaneo consente alle competenti direzioni di tronco della società di procedere subito con i lavori di cantierizzazione. Obiettivo: sostituzione delle barriere di sicurezza. I primi cantieri partiranno entro il 23 dicembre, gestiti dalla società Pavimental.

Vediamo dove.

  • Autostrada A14: viadotti Fosso San Biagio, Campo Filone, Petronilla (tra le uscite di Pedaso e Grottammare).
  • Autostrada A16: viadotti Lenze-Pezze, Scrofeta Vergine, Sabato, Francia, Pietragemma, Boscogrande, Vallone del Duca (tra le uscite di Baiano e Benevento).
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