Alfa Romeo: Il piano di sviluppo futuro, tra amarcord e modernità

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E’ ormai sempre più chiaro che nei piani aziendali dell’Amministratore Delegato di Fiat Auto, Sergio Marchionne, ci sia l’espresso desiderio di trasformare il marchio Alfa Romeo in “premium”. E fin qui nulla di nuovo. Un po’ come avvenuto per Ferrari e Maserati, la Casa milanese potrebbe divenire un nuovo punto di riferimento per il Gruppo FCA che mirerebbe così a creare un’antagonista al marchio tedesco premium del gruppo Volkswagen, con una gestione controllata, ma non diretta, molto simile.
Ma la parola d’ordine sembra essere una sola: Vietato divulgare informazioni sui progetti Alfa Romeo. Sembrerebbe che in tal senso sia stata anche promulgata una specifica circolare interna valida per tutti i dipendenti del Gruppo FCA che stanno lavorando sulle nuove auto del Biscione. La rigorosa consegna durerà ancora a lungo, inevitabilmente oltre la fatidica data del 6 maggio da sempre annunciata da Sergio Marchionne per presentare il nuovo piano industriale.

L’ambizioso piano di rilancio per la rinascita del Marchio che dalle 74.000 auto vendute nel 2013 dovrebbe (e si vorrebbe…) far arrivare a 300.000 vetture entro il 2017 (che potrebbero diventare 400.000 entro il 2018) sembrerebbe accompagnato da una gara tra società di servizi di comunicazione per la realizzazione di uno specifico piano evocativo mirato a rispolverare il fascino “amarcord” di un tempo, sapientemente adattato in chiave moderna e miscelato al “vivre la vie” delle corse e del glamour.

In effetti, già in questi mesi, abbiamo assistito ad una sempre maggior presenza del Marchio in “eventi collaterali” a importanti manifestazioni motoristiche ed occasioni di charme, con la risicata attuale gamma (MiTo, Giulietta e 4C) protagoniste accanto ai simboli che da sempre contraddistinguono la sportività, primo tra tutti il Quadrifoglio Verde, rilanciato con la nuova gamma.

Ad accompagnare la sempre maggior presenza d’immagine in ambito europeo, arriva, poi, la versione americana della 4C che, seppur ingrassata di qualche chilo per rispondere alle normative locali, gode di un prezzo di lancio assolutamente competitivo: 40mila euro (contro i 53mila necessari sul mercato continentale). Il suo lancio coincide con l’apertura di quasi un centinaio di nuove concessionarie Alfa negli States che, siamo sicuri, sono il trampolino per lanciare al meglio la nuova gamma che dal prossimo anno avrà l’arduo compito di “svecchiare e ringiovanire” l’immagine del Marchio

Dopo aver ammesso qualche errore di troppo commesso in passato, Il CEO di Alfa Romeo, Harald Wester, ha guardato in avanti, annunciando l’arrivo di motori con potenzialità inedite, ottimizzazione nel rapporto peso-potenza e il miglioramento generale delle soluzioni tecniche. Wester vuole recuperare terreno sulle concorrenti, puntando su due nuovi responsabili ex Ferrari e sull’assunzione di 600 ingegneri altamente selezionati in base alle competenze entro il 2015.
Ultima (solo in ordine cronologico) la notizia dell’inizio lavori per la restrutturazione del Museo di Arese in previsione dell’Expo 2015: che possa essere davvero il momento giusto?

  • Abbiamo perso la sede in Italia di Alfa Romeo. Potevano lasciarla in Italia con Ferrari e Maserati.