Alfa Romeo Giulia: anche il Quadrifoglio viene realizzato artigianalmente

Alfa Romeo Giulia
Alfa Romeo Giulia: ecco come viene realizzato il Quadrifoglio

Il Quadrifoglio Verde simbolo delle auto sportive del Biscione che troviamo in Alfa Romeo Giulia è certamente uno dei loghi più famosi nel mondo dei motori. Proprio per questo motivo l’obiettivo dei dirigenti della casa automobilistica del Biscione è quello di rilanciarlo in grande stile, utilizzando solo per le vetture top di gamma dei diversi modelli che caratterizzeranno nel futuro prossimo la gamma del brand italiano di Fiat Chrysler Automobiles. A differenza di questo avveniva in passato, il nuovo Quadrifoglio però non è un adesivo da applicare sulla carrozzeria della vettura ma bensì un qualcosa che viene prodotto in maniera artigianale.

Alfa Romeo Giulia: ecco chi e come si realizza il Quadrifoglio

Della realizzazione di questa che dunque può essere considerata come una vera e propria opera d’arte è stata incaricata la Coinart di Calenzano (FI). Questa altri non è che una piccola azienda che già collabora con il gruppo del numero uno di Fiat Chrysler Sergio Marchionne su Ferrari e Alfa Romeo. Ogni singolo logo Quadrifoglio viene realizzato a mano, rappresentando di fatto un’opera unica al mondo un vero e proprio capolavoro dell’artigianato, come lo ha definito qualcuno. Si tratta di una lavorazione molto antica che questa azienda realizza, rappresentando una delle poche al mondo a fare ancora questo tipo di lavorazione.

Le varie fasi della realizzazione

Realizzati a mano, i nuovi loghi Quadrifoglio per Alfa Romeo Giulia e le altre vetture vengono fatti col pennello per la smaltatura.  A quanto pare per realizzare un singolo Quadrifoglio sono 9 le fasi previste. Di solito il punto di partenza è la richiesta del cliente, una volta trovata l’idea giusta vengono fatti i bozzetti che se approvati sono stampati in gesso. Questi poi vengono trasformati in stampi d’acciaio. In essi viene poi colato il bronzo.

Poi vengono effettuate le incisioni con un mezzo assai moderno, i loghi del Quadrifoglio vengono coniati a freddo con bilancieri di precisione. Poi arriva il momento della smaltatura a fuoco. Dopo questa fase arriva la stesura dei colori manualmente. A quel punto il logo viene messo un un apposito forno alla temperatura di 800 gradi centigradi. La limatura e la pulimentatura,  rappresentano le ultime fasi per la realizzazione di questo prodotto artigianale di altissimo livello. In particolare con questa ultima fase i loghi vengono lucidati.

Leggi anche: Fiat Chrysler: nuovi richiami di auto negli Usa, Canada e Messico

Alfa Romeo Giulia
Alfa Romeo Giulia: ecco come viene realizzato artigianalmente il Quadrifoglio.

Leggi anche: AlfaRomeo Giulia, Stelvio e Alfetta, tutte le news del 19 ottobre

Il Quadrifoglio una piccola opera d’Arte

Con il passaggio nel reparto qualità dell’azienda in cui l’opera viene valutata si conclude il procedimento per la realizzazione di questi loghi del Quadrifoglio che possiamo ammirare ad esempio nella nuova Alfa Romeo Giulia. Una piccola opera d’arte per una vettura che rappresenta secondo molti un grande capolavoro della meccanica, estetica e tecnica. 

  • Rocco Capezzera Alex Gr

  • Quindi posso farmelo a casa, interessante ^_^

  • Davide Dondy

  • naja

    mi piace moltissimo l’ idea che venga fatto qualcosa artigianalmente, ma, come dire, non so se la placchetta col quadrifoglio sia l’ idea migliore, sotto diversi punti di vista.
    come la gente si frega volentieri le stelle della Mercedes dai cofani, penso che un pezzetto cosí di artigianato sia molto adatto a venir fregato, e giá il tentarci potrebbe creare gravi danni alla carrozzeria.
    …e non voglio neanche sapere quanto costerebbe il pezzo di ricambio, presumibilmente avrá uno zero di troppo, alla fine…
    non so se un pezzo esposto cosí a graffi e intemperie sia molto adatto per la produzione artigianale, sarebbe veramente un peccato se si copre di graffi, o addirittura sbiadisce prima del tempo.
    ok, il bronzo resiste bene, ma non so la smaltatura, che di solito non é molto resiliente, mentre il metallo di sotto sí, spero che non si spacchi tutto al primo colpo…
    e poi, bronzo?
    cioé, cardano di carbonio, e poi le placchette di bronzo?
    se sono piene pesano le due tranquillamente mezzo chilo, lo so che mezzo chilo non é niente, ma usano giá le viti di titanio per risparmiarci forse un grammo, da una delle auto piú leggere tra la concorrenza non me lo aspettavo…
    mah, forse la Giulia era cosí leggera che sarebbe stata troppo superiore alla concorrenza, e ci hanno messo un po’ di zavorra, sará poi l’ arma segreta, al momento giusto… 🙂
    …ma le placchette di carbonio avrebbero portato sicuramente almeno mezzo decimillesimo di secondo al Nürburgring!!! 🙂
    noo, piú che altro avrei preferito, che ne so, il pomolo del cambio, il simbolo sul volante, qualcosa come l’ orologio per le Maserati, qualcosa all’ interno, piú da vedere che da mostrare.
    comunque, veramente bella l’ idea di abbinare un particolare artigianale alla Quadrifoglio, una piccolezza che peró fa piacere, molto piú che una firma stampata sul cruscotto o le iniziali ricamate sui tappetini.
    anche la placchetta é solo marketing, chiaro, ma cosí va bene, cosí va fatto, non é né ridicolo né esagerato, e ci sta benissimo, se proprio si vuole la Quadrifoglio é anche forse quasi un po’ un pezzettino di artigianato…

    • A Alessandro Dini

      Ciao naja, la scelta degli scudi in smalto a fuoco limato fu scelta da Enzo Ferrari discutendo con uno dei titolari della Coinart ( azienda produttrice del quadrifoglio e di tutto il 95% delle fregistica Ferrari) perché il suo desiderio era rendere immortale il cavallino , con un materiale che resistente allintemperie al caldo, al freddo , alle botte addirittura ad un incendio …. in modo che se la vettura subisse un incident devastante , l’anima del cavallino con il suo scudo sarebbe rimasta in tanto per dare simbolo d immortalità al marchio. Su questa linea estetica e di estrema resistenza e di massima qualità L Alfa romeo ha scelto d inserire anche lei un simbolo così forte che si abbinava perfettamente al suo marchio. Lo smalto a fuoco limato è in arte antichissima ,ricca di studio e dalla complessità inverosimile, ma se lavorata con le giuste mani e i giusti passaggi ( tenuti segreti ) il risultato finale è uno dei materiali più resistenti che ci siano, i quali emblemi hanno passato prove di qualità al limite della verosimilta considerando che il loro scopo e’ solo l applicamento sulla vettura e non di andare su Marte, ma ovviamente i capoccia delle due case produttrici non hanno voluto rischiare in nessun modo. Concludo dicendoti che sia per Ferrari che per Alfa sono classificati come gioielli! È la Ferrari produce sia lo stemma frontale che i laterali in questa tecnica, e i laterali , gli scudi per intenderci gli fa pagare come optional per donarli la giusta importanza. L’Alfa invece gli ha donati a tutti gli augurenti della quadrifoglio in simbolo di omaggio ai suoi sostenitori.

      • naja

        grazie di cuore per la risposta completissima e interessantissima!
        é un peccato che questi particolari, secondo me molto importanti, non vengono trasmessi al “pubblico”.
        mi sembrava di aver giá sentito il nome Coinart, ma non conoscevo tutta la storia.
        appena adesso capisco perché bronzo, smaltato e trattato come, e che era sbagliato pensare alla Ferrari siano un po’ ladri, proprio per via del prezzo degli stemmi…
        con un paio di particolari in piú anche una notizia “strana”, che non sembra molto importante ma degna di critica, puó diventare una storia veramente affascinante.
        quindi anche il valore artigianale é molto piú alto di quello che pensavo, e sono contento di potermi rimangiare critica e dubbi… 🙂
        e sia benvenuto ‘sto mezzo chilo di bronzo e smalto, il peso storico ed emozionale é mooooolto piú alto!
        (e di nuovo una rima, non lo faccio apposta…)
        grazie, sig. Dini!

  • Matteo

    Stupendo

  • Paolo Guidi

    Ottimo dettaglio raccontato e spiegato , un piccolo pezzo di artigianalita` tipica di noi Italiani che in fin dei conti giunti nel 2016 sappiamo ancora regalare .

  • Si certo ma x favore