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Alfa Romeo Giulia Sportwagon: si o no?

Giulia Sportwagon rosso render

Di sicuro in Alfa Romeo nessuno ha mai scartato a priori il progetto, ma le bocche cucite sull’eventuale arrivo della variante Giulia Sportwagon sono indice di una fumata nera. Nulla di deciso, semplicemente.
La logica vorrebbe, visti i volumi di vendita delle berline tre volumi (che sono comunque in aumento) in Italia, che una versione famigliare di una berlina di segmento D arrivi e nel più breve tempo possibile. Peccato però che nel resto del mondo la logica sia opposta, in molti paesi, infatti, le station sono considerate auto da lavoro e di scarso “appeal”.

I dubbi che il management FCA nutre nei confronti di questa variante non sono quindi molti ma abbastanza importanti. La sensazione è che la dirigenza Alfa Romeo punti molto sul nuovo Stelvio, che verrà presentato a novembre al salone di Los Angeles. L’accoglienza del pubblico sarà determinante: un’importante richiesta del suv potrebbe far accantonare il progetto SW, probabilmente per razionalizzare la gamma. Altro indizio che avvalora questa tesi è la brusca accelerata che ha subito il progetto, a listino nel mese di febbraio secondo le fonti più attendibili.

Giulia Station Wagon: un’occasione da non perdere

alfa romeo giulia station wagon
Giulia station wagon 2017

Ci sono però svariati motivi sulla carta per cui avrebbe non solo senso una versione di Giulia station, ma addirittura successo. Il primo, a cui i costruttori sono sempre più oculati, è il costo. Sviluppare una variante di carrozzeria è molto meno oneroso rispetto allo sviluppo di un modello ex novo ed i marchi tedeschi a cui si deve contrapporre proprio la Giulia ne sono una evidente prova.

Fra coupè, coupè a quattro porte e spider, la soluzione famigliare è inoltre la meno costosa. In secondo luogo, proprio per perseguire l’obiettivo di portare via clienti a marchi premium affermati, una maggiore offerta amplia le possibilità di scelta del cliente e della percezione che ne deriva. I listini di Audi, BMW e Mercedes sono sempre più lunghi ed offrono una gamma sempre più ampia, dalla utilitaria alla fuoriserie. La versione touring permetterebbe di combattere ad armi pari con la concorrenza, specie nel nostro paese dove le famigliari vanno per la maggiore, senza per forza dover ricorrere al suv. I rappresentanti così come i padri di famiglia avrebbero una vera alternativa e l’opportunità di avere un’auto sportiva italiana da usare tutti i giorni.

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Sempre più al giorno d’oggi la partita premium si gioca sulla percezione del marchio e la voragine che lascerebbe l’assenza della Giulia Sportwagon, tanto gloriosa nel passato Alfa Romeo, sarebbe insensata. Questa volta più che mai, proprio perché si tratta della Giulia e proprio perché FCA se lo può permettere, sarebbe meglio fare meno di conto e lavorare ancora sulle sensazioni che solo un marchio come quello di Arese sa regalare.

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