Fiat Chrysler: causa da 11 milioni negli Usa per incidente mortale con Jeep

Jeep Patriot

Arrivano nuovi guai per Fiat Chrysler dagli Usa. La madre di uomo di Portland che è morto quando la sua Jeep Patriot  si trovava sulla Interstate 84 in Idaho ha presentato una querela da 11 milioni  di dollari nei confronti di Fiat Chrysler e della concessionaria che gli ha venduto il SUV. Nella causa in questione il legale di Beth Richmond sostiene, che la Jeep Patriot comprata nel 2012 dal figlio della signora fosse difettosa. Il guasto da cui sarebbe dipeso l’incidente mortale infatti sarebbe stato provocato, secondo i legali dell’accusa da un tubo guasto nel sistema di alimentazione del carburante, il quale avrebbe impedito di alimentare il motore, costringendo Jason Richmond, 32 anni, a fermarsi sulla superstrada, dove purtroppo ha trovato la morte.

L’uomo è morto essendo stato colpito e ucciso da un autoarticolato a 18 ruote il 31 agosto 2013 – quasi un anno dopo che aveva comprato il SUV, secondo la querela presentata la scorsa settimana a Multnomah County Circuit Court. Un portavoce di Fiat Chrysler ha rifiutato di commentare sulle specifiche della causa, ma ha detto che i veicoli della società  che vengono messi in vendita soddisfano o superarano tutti gli standard di sicurezza federali applicabili e garantiscono livelli di sicurezza eccellenti.” “FCA (Fiat Chrysler) degli Stati Uniti intende estendere le proprie condoglianze alla famiglia del signor Richmond per la loro tragica perdita”, ha scritto il portavoce di Fiat Chrysler, Michael Palese, in una e-mail Martedì.

Richmond ha comprato la Jeep a Jake Sweeney Chrysler Jeep Dodge nel mese di settembre 2012, secondo la querela. La concessionaria Fca in Ohio non ha voluto rilasciare commenti per il momento. In aprile 2013, Fiat Chrysler ha emesso un richiamo di alcuni modelli di Jeep Patriot 2012 a causa del pericolo potenziale per i SUV di stallo a causa del problema che avrebbe causato lo stallo dell’auto. La società stava per iniziare a contattare i proprietari, secondo il sito cars.com. Non è chiaro se Richmond avesse ricevuto la notifica. Più di quattro mesi dopo l’annuncio di richiamo, la sua jeep in fase di stallo a causa del problema ha costretto Richmond  a fermarsi sul lato della I-84 vicino a Glenns Ferry, a circa 75 miglia a sud est di Boise.

Leggi anche: Fiat Chrysler: ad agosto le vendite negli Usa crescono del 3%

Fiat Chrysler
Fiat Chrysler

Lo sfortunato automobilista si trovava in piedi  accanto alla porta lato guida della sua Jeep Patriot quando è stato travolto da un autoarticolato, così come ha raccontato la polizia. Richmond è morto sul colpo. La causa non elenca  il conducente del camion, Volodymyr Boyko, 57 anni, di Portland come un imputato.  Insomma un altro caso che di certo non mette in buona luce Fiat Chrysler negli Usa, che già in passato ha dovuto affrontare diversi problemi legali.

Leggi anche: Fiat Chrysler nei guai per la morte di Anton Yelchin

  • Des Troyer

    Qualche giorno fa stavo spellando un cavo elettrico con un paio di forbici.. Erano troppo affilate e mi sono tagliato! Adesso faccio causa alla USAG.

  • umberto

    Se ha chiesto una cifra tale perché il mezzo si è fermato non oso pensare quanto ne avrà chiesto al produttore del camion che non ha progettato un mezzo che vedesse una persona in una posizione pericolosa e provvedesse a deviarlo, o alla società che ha costruito la superstrada senza valutare che nel momento che un auto si fermi, spero al lato destro ed in posizione di adeguata sicurezza, non innalzasse automaticamente una barriera in modo da evitare che un mezzo, non adeguatamente progettato per riconoscere la presenza di una persona non in posizione di sicurezza, potesse investire l’automobilsta in panne, ed infine, un’adeguata richiesta di risarcimento a chi ha rilasciato la patente senza spiegare che quando una macchina si ferma per un guasto la prima cosa che deve fare il conducente e posizionarsi e far posizionare eventuali passeggeri in modo sicuro! L’America è proprio un grande paese!

  • Alessandro

    Gli Stati Uniti sono rinomati in tutto il mondo per le loro cause contro le aziende ( lo farremmo pure in Italia se il sistema giudiziario non ci mettesse dai 10/15 anni per allestire processi).I giudici statunitensi comunque non sono dei pagliacci e al massimo faranno avere un rimborso morale per l’accaduto,invece l’autista del tir con le Loro leggi si farà 8 anni di carcere!