La nona generazione della Volkswagen Golf nascerà sulla piattaforma SSP e sarà proposta sia in versione completamente elettrica, con la denominazione ID. Golf, sia con motorizzazioni tradizionali a benzina e ibride. Martin Sander, membro del board Volkswagen con responsabilità su vendite, marketing e post-vendita, ha di fatto escluso la possibilità che un modello così importante possa basarsi sull’architettura attuale, spiegando ad Auto Express che la Golf dovrà adottare la nuova Scalable Systems Platform con tecnologia di ultima generazione e sottolineando come la compatta tedesca sia destinata a restare centrale ben oltre il prossimo decennio.

Volkswagen ha già mostrato ai dipendenti dello stabilimento di Wolfsburg, dove il modello sarà prodotto, una prima immagine della futura Golf, seguendo una prassi già adottata in passato con la Tiguan nel 2023 e con la ID. Polo poco prima della sua presentazione pubblica al Salone di Monaco. Dal teaser, realizzato in uno stile essenziale in bianco e nero che ricorda quello della concept ID.2, si intuisce una hatchback con frontale più verticale rispetto alle generazioni precedenti, passaruota più marcati, spoiler posteriore più esteso e un passo piuttosto lungo, una soluzione funzionale sia al miglioramento dell’abitabilità sia all’integrazione dei pacchi batteria previsti dalla piattaforma SSP.
La somiglianza stilistica con la ID.2 non sarebbe casuale, perché i futuri modelli del marchio dovrebbero seguire una linea di design più coerente, in continuità con quanto visto su ID. Cross, ID. Polo e sulla futura versione di serie della ID. Every1. Secondo le indiscrezioni, la Golf termica e la ID. Golf potrebbero presentare un aspetto molto simile tra loro, in linea con la volontà dichiarata da Sander di costruire un linguaggio visivo più chiaro e riconoscibile per l’intero marchio.
Sul piano della strategia commerciale, le due anime della Golf dovrebbero convivere a lungo. In una prima fase la ID. Golf verrebbe affiancata all’attuale Golf Mk8.5 con motori benzina e ibridi, in attesa che arrivi successivamente una nuova generazione termica vera e propria. Sander ha definito questa coesistenza quasi certa, paragonandola a quanto avverrà tra la ID. Polo e la Polo convenzionale, e ha ribadito che finché esisterà una domanda per i motori a combustione Volkswagen continuerà a soddisfarla, trattandosi di un’auto con una vocazione globale che in molti mercati è ancora lontana dall’abbandono del termico. Una data definitiva per la fine dei motori a combustione, ha ammesso lo stesso dirigente, non è ancora stata fissata.

Il nome Golf sopravviverà anche nell’era elettrica, raccogliendo di fatto l’eredità della ID.3, che occupa oggi una fascia di mercato simile. Prima di questo passaggio, tuttavia, Volkswagen lancerà una ID.3 profondamente rinnovata, nota per ora come ID.3 Neo, con design rivisto e abitacolo migliorato.
Parallelamente, il marchio non intende rinunciare alla sigla ID. per la propria gamma a batteria. Sander ha difeso apertamente questa identità, descrivendola come un brand forte attorno al quale si è già formata una comunità attiva, con raduni annuali sul Lago di Como, e sostenendo che in una prospettiva di lungo periodo in cui la mobilità individuale sarà elettrica serve un nome capace di riflettere l’ambizione di Volkswagen di restare leader di mercato.
