Ricarica da record: la Cina ha reso obsolete tutte le altre auto elettriche

BYD, CATL e Geely portano la ricarica degli EV sotto i 10 minuti. Ecco come la Cina sta riscrivendo le regole dell’elettrico.
byd flash charging

Basterebbero cinque minuti dal 10 al 70 percento. È il tempo che BYD impiega oggi per ricaricare un veicolo elettrico compatibile con il suo sistema Flash Charging da 1.500 kW, presentato a marzo di quest’anno. Nove minuti per arrivare al 97: il caffè al bancone del bar ci mette di più a raffreddarsi.

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La corsa alla ricarica ultra-rapida in Cina non è più una questione di prototipi da laboratorio o promesse da keynote. È ormai tecnologia di serie, già montata su auto in vendita, già sostenuta da un’infrastruttura che BYD conta di portare a 20.000 stazioni entro fine 2026, con espansione internazionale in agenda. La Super e-Platform, presentata nel 2025, aveva già stupito con i suoi 1.000 kW e 400 km recuperati in cinque minuti. BYD, però, non si è fermata lì, e non è sola.

ricarica rapida BYD

CATL ha portato in campo la terza generazione della batteria Shenxing Superfast Charging con numeri che sfidano il buon senso: dal 10 all’80 percento in tre minuti e 44 secondi, dal 10 al 98 percento in sei minuti e 27. Il sistema mantiene prestazioni significative anche a -22°F, un punto critico per chi vive in climi severi e ha sempre guardato all’elettrico con scetticismo proprio per il degrado delle batterie al freddo.

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Geely ha risposto con Lynk & Co 10, equipaggiato con una batteria Energee Golden Brick da 900 V e il sistema di ricarica V4 da 1.100 kW di picco. Quattro minuti e 22 secondi dal 10 al 70 percento, otto minuti e 42 al 97, qualche secondo meglio di quanto dichiarato da BYD. Un margine sottile, ma sufficiente per alzare la posta.

ricarica auto elettrica

Dietro questi numeri non c’è solo più potenza scaricata su una cella qualunque. Architetture ad alta tensione, batterie progettate per reggere correnti enormi senza surriscaldarsi, elettronica di potenza avanzata, raffreddamento a liquido integrato. Ogni componente deve funzionare in sincronia o l’intero sistema collassa. La sfida ingegneristica è reale, e i cinesi la stanno vincendo più velocemente del resto del mondo.

Il problema rimasto è sempre lo stesso, l’infrastruttura. Colonnine capaci di erogare oltre un megawatt non si trovano ancora ad ogni uscita autostradale. La direzione, intanto, è chiara, il ritmo di investimento anche.

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