L’ex fabbrica Audi di Bruxelles rinasce: il piano da 3.000 posti di lavoro

L’ex stabilimento Audi di Forest diventa “Rings Park 21”: 3.000 posti di lavoro promessi, un piano decennale e molte incognite ancora aperte.
audi forest, bruxelles

Lo stabilimento Audi di Forest (nella regione di Bruxelles) ha chiuso i cancelli il 28 febbraio 2025. Oltre 3mila persone, dipendenti diretti e subappaltatori, hanno perso il lavoro in un colpo solo. Adesso, a distanza di oltre un anno, lo stesso sito torna a fare notizia con una promessa altrettanto ambiziosa.

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audi forest, bruxelles

Heylen Warehouses, gruppo con sede in Campine (sempre in Belgio), ha siglato un accordo con Audi e la Regione di Bruxelles-Capitale per l’acquisizione dell’ex impianto produttivo. Nessun dettaglio finanziario è stato reso noto, i documenti legali sono ancora in fase di finalizzazione. Quello che le parti hanno scelto di comunicare è il numero: 3.000 posti di lavoro da creare, esattamente quanti ne sono stati cancellati.

Il progetto si chiama, provvisoriamente, “Rings Park 21”. La visione è quella di un parco commerciale urbano a uso misto: attività industriali e logistiche nella parte meridionale, spazi per PMI e imprese innovative, apertura parziale al pubblico e riqualificazione della stazione ferroviaria di Forest-Midi. Alcuni edifici Audi verranno conservati, altri demoliti. Una nuova strada attraverserà l’area per ricucirla al tessuto urbano circostante.

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I tempi, però, sono quelli di un cantiere decennale. Heylen prevede uno sviluppo per fasi nell’arco di circa dieci anni. La prima attività dovrebbe riprendere già dall’inizio del 2027, con “qualche centinaio di posti di lavoro”, come ha precisato il Ministro regionale dell’Economia e del Lavoro Laurent Hublet durante un’intervista a La Première. L’obiettivo dei tremila occupati è proiettato a un orizzonte di tre-cinque anni, non all’inaugurazione.

audi forest, bruxelles

Per rendere la zona attrattiva agli occhi dei potenziali investitori, la Regione sta studiando incentivi fiscali per trasformare l’area in una “zona di accelerazione economica”. Hublet ha però precisato che questi vantaggi scatteranno solo se i numeri di occupazione promessi saranno effettivamente raggiunti.

Yordi Van den Brande, responsabile dello sviluppo commerciale di Heylen, ha dichiarato di essere in trattative con una vasta gamma di soggetti, con una priorità esplicita all’economia locale: PMI, artigiani, imprenditori che vogliono crescere nella propria città. Non solo grandi gruppi multinazionali, insomma, anche se è lecito aspettarsi che siano loro a occupare le superfici più grandi.

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Circa la metà dei tremila lavoratori colpiti dalla chiusura aveva già trovato una nuova occupazione a un anno di distanza. Per gli altri, Actiris sta allestendo un’unità di formazione dedicata all’interno del sito.