La famiglia elettrica di Monaco si allarga ancora, e questa volta lo fa “scoprendosi”. La nuova BMW i4 Cabrio è ormai in arrivo, e i primi avvistamenti non lasciano spazio a molti dubbi: capote in tela, frontale accorciato, e silenzio assordante al posto del motore termico.
BMW ha appena lanciato la nuova i3, berlina elettrica erede della Serie 3, e ora sta costruendo attorno a lei un’intera gamma. L’attuale i4 continuerà per un po’ ad affiancarsele come alternativa, ma il salto di prodotto arriva con la versione aperta. BMW potrebbe chiamiarla i4 Cabrio e la logica, stavolta, sembra destinata a prevalere. Nelle immagini i render di AutoWeek.
Le foto dei paparazzi raccontano un’auto riconoscibile ma non identica alla Serie 4 Cabrio termica. Il muso è quello della i3, leggermente più corto rispetto alla versione a benzina, il che sposta le proporzioni verso il posteriore: sbalzo più pronunciato, linea dei finestrini che sale decisa verso il cofano del bagagliaio. È la conseguenza di un tetto in tela che deve sparire completamente sotto il portellone. La scelta della capote morbida è una buona notizia: un tetto rigido avrebbe appesantito ulteriormente la coda e aggiunto chili inutili.
La potenza non sarà certo il problema. BMW dovrebbe trasferire sulla i4 Cabrio gli stessi propulsori della i3, il che significa aspettarsi almeno la variante 50 xDrive con 469 CV e 645 Nm di coppia. Nella berlina, questa configurazione si abbina a una batteria da 108,7 kWh capace di 912 km di autonomia WLTP.
La decappottabile sarà inevitabilmente più pesante e aerodinamicamente meno efficiente, quindi qualcosa si perderà per strada. Con la ricarica rapida da 400 kW, la sosta sarà comunque breve. Per chi vuole scendere di tono senza rinunciare all’elettrico, è prevista anche una variante a trazione posteriore da 320 CV.
La presentazione non è attesa prima del 2027. Niente Gran Coupé all’orizzonte per ora, nessuna conferma ufficiale sulle varianti, e neppure chiarezza sul futuro della Serie 4 diesel.
Una cabriolet elettrica da quasi 500 CV. Il mercato delle scoperte stava diventando un deserto, e Monaco porta l’acqua.






