Il segmento delle city car elettriche si sta affollando in fretta. Apparentemente, non siamo davanti a scatolette senza personalità vendute a forza di sconti. Renault ha dimostrato con la 5, e poi ancora con la Twingo, che anche sotto i 20.000 euro si può fare design vero. Ora MG vuole la sua fetta.
Il produttore sino-britannico (britannico di origine, SAIC per la proprietà) si prepara a lanciare la sua elettrica più piccola, provvisoriamente chiamata MG 2. La concept MG GO!, presentata al Goodwood Festival of Speed, ha già mostrato passaruote scolpiti, tetto flottante, sbalzi corti, frontale chiuso da veicolo elettrico puro. È qualcosa di piacevolmente sportivo, con un’aria vagamente Mini che non sembra del tutto casuale. British Leyland ha costruito sia la MG che la Mini, quindi il paragone regge.
MG preferisce richiamarsi alla MG B GT degli anni Sessanta e alla Metro Turbo del 1982. Il marchio ama il suo passato britannico, e lo usa consapevolmente come elemento di distinzione rispetto agli altri produttori cinesi, spesso più anonimi nell’estetica e meno coraggiosi nel carattere.
La strategia di prodotto è attaccare Renault dove fa più male. La MG 4 Urban, al prezzo di partenza di 23.590 euro, è già un avversario diretto della Renault 5, pur essendo significativamente più grande, quasi 4,40 metri contro la compattezza della francese. La MG 2 scende ancora, con dimensioni intorno ai 4 metri, abitabilità sufficiente, bagagliaio utilizzabile, prezzo atteso poco sotto i 20.000 euro. In sostanza, la taglia di una Renault 5 al prezzo di una Twingo.
La variabile più interessante riguarda la batteria. MG aveva annunciato che dalla fine del 2026 avrebbe introdotto la tecnologia SolidCore, celle a stato semi-solido, più dense, più leggere, potenzialmente più economiche da produrre. Su un’auto piccola come la MG 2, il vantaggio sarebbe tangibile: autonomia migliorata senza aumentare il peso, costi contenuti senza sacrificare le prestazioni. L’arrivo è previsto nel 2027.
MG ha sperimentato di tutto nel corso degli anni, quindi “2” o “Go” sono ipotesi, non certezze. Quello che sembra certo è l’intenzione di entrare nel segmento più contestato del mercato europeo con un prodotto che non si limiti a esistere, ma che provi a piacere davvero.






