Alla 24 Ore di Le Mans, BMW ha scelto di presentare il concept elettrico M Neue Klasse. Il posto giusto, verrebbe da dire, per mandare un messaggio chiaro al mondo: il futuro è elettrico. Leggendo tra le righe, però, si scova anche l’esatto contrario, per chi conta davvero, ovvero chi compra una M3.

Frank Van Meel, amministratore delegato di BMW M, ha confermato quello che molti speravano in silenzio: la prossima generazione di M3 manterrà il motore a benzina sei cilindri in linea biturbo da 3,0 litri. Non una versione qualsiasi, ma il propulsore aggiornato con la tecnologia BMW M Ignite, già annunciata il mese scorso e progettata per una combustione più pulita ed efficiente nel rispetto degli standard Euro 7.
Lo stesso motore, quello denominato S58, arriverà sulle attuali M3 e M4 il mese prossimo, mentre la M2 dovrà aspettare agosto. Van Meel ha dichiarato a PistonHeads che questo propulsore verrà impiegato anche sulle future vetture M: “Non sarà ibrido, poiché restiamo fedeli al principio della combustione perfetta”. Parole forti in un’era in cui il termine “combustione” viene pronunciato sottovoce.

La prossima M3 avrà comunque la tecnologia mild hybrid, un compromesso accettabile, lontano anni luce dalla deriva della M5 ibrida plug-in, appesantita da un pacco batterie da 22,1 kWh che ha trasformato la berlina sportiva per eccellenza in qualcosa di decisamente meno sportivo sulla bilancia. Scegliere di non replicare quella strada è già, di per sé, una buona direzione.
Van Meel ha lasciato aperta la porta al cambio manuale, motivandolo con un argomento che non dovrebbe morire mai, “le emozioni di guida”. Considerando che la nuova generazione sembra destinata a mantenere sostanzialmente l’impostazione meccanica dell’attuale, l’ipotesi non è fantascienza.
BMW dunque è passata da Le Mans con un concept elettrico e riparte con una notizia molto più interessante per gli appassionati: la M3 del futuro brucia ancora benzina, e potrebbe farlo con tre pedali.
