La Honda Prelude è tornata, e se la sua sola esistenza non fosse già un miracolo in un mondo infestato da SUV pesanti e minacciosi, ci sono già una serie di opinioni e prove su strada che confermano che la giapponese fa sul serio.
Sotto le vesti della coupé 2+2 si nasconde una ciclistica sopraffina che eredita infatti le sospensioni della Civic Type R, vantando perni di snodo disaccoppiati all’anteriore e un sofisticato assale posteriore multi-link. Insomma, maneggevolezza eccellente garantita, ma per chi pensa che l’estetica di serie sia “troppo educata”, sono intervenuti i maghi di Mugen.

Il tuner giapponese, storicamente legato a doppia mandata alla casa madre, ha deciso che la Prelude meritava un trattamento d’urto a base di fibra di carbonio. Il catalogo degli accessori trasforma la carrozzeria con uno spoiler anteriore affilato, minigonne laterali e un diffusore posteriore che vuole mostrarsi bello e luccicante in pista.
A completare l’opera troviamo uno spoiler per il portellone e nuovi cerchi che aggiungono quel carattere che spesso il design originale sacrifica sull’altare della sobrietà.

La Prelude utilizza il sistema ibrido della Civic da 184 CV, dove il propulsore da 2,0 litri lavora duramente più come generatore che come muscolo primario. Per evitare che questa tecnologia suoni un po’ troppo silenzioso, Mugen offre un sistema di scarico sportivo specifico in acciaio inossidabile con terminali neri. Si fa di tutto pur di regalare bassi profondi a tutti i regimi e per trasformare il ronzio del generatore in un sound degno di una sportiva giapponese d’altri tempi.

Nonostante i prezzi per l’Europa siano ancora un mistero, la speranza è di veder approdare questi componenti anche nel Vecchio continente tramite specialisti locali o direttamente nelle concessionarie ufficiali. In fondo, una Prelude con lo scarico aperto e il look in carbonio è l’unico modo per ricordare al mondo che una coupé giapponese significa ancora piacere puro.
