La 1000 Miglia ha finalmente un’ospite giapponese: cosa ha portato Toyota

Toyota entra ufficialmente nella 1000 Miglia Gran Turismo Experience 2026 con cinque vetture storiche. Il Giappone incontra Brescia.
toyota 2000gt

A Brescia, nel 2026, succede qualcosa che sessant’anni di storia della 1000 Miglia non avevano mai contemplato: Toyota si iscrive ufficialmente alla “Gran Turismo Experience”, diventando il primo costruttore giapponese a prendere parte all’evento in forma ufficiale. Non è la gara storica, certo, quella resta riservata alle auto che hanno corso in origine, tra il 1927 e il 1957, ma l’evento di supporto organizzato da Polyphony Digital, gli stessi di Gran Turismo su PlayStation.

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La flotta scelta per l’occasione consiste in cinque vetture, cinque epoche, una narrazione precisa sulla storia sportiva giapponese che il grande pubblico europeo conosce poco o conosce male. Il modello più recente è la Lexus LFA, supercar presentata nel 2010 con un V10 aspirato da 553 CV sviluppato all’Inferno Verde, e con cinque vittorie di classe alla 24 Ore del Nürburgring sul curriculum.

toyota alla 1000 miglia

Subito dietro, la Supra A80, quella degli anni Novanta, quella che ha costruito generazioni di appassionati e ha dominato il campionato giapponese Gran Turismo prima che venisse ribattezzato Super GT.

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toyota supra

Poi il salto indietro fino agli anni Sessanta, dove vivono due gioielli che la storia ha trattato con meno attenzione di quanta meritassero. La 2000GT, gran turismo con sei cilindri da due litri, è tra le automobili più belle uscite dal Giappone, un classico ricercatissimo, con una doppietta alla 24 Ore del Fuji nel palmares. La Sports 800, invece, è una piccola sportiva del 1965 con un motore da 790 cc e 44 CV derivato dalla city car Publica, rara, leggera, vincitrice della prima edizione della 500 km di Suzuka nel 1966.

toyota sports 800

Chiude la formazione la Crown Model RS di prima generazione, del 1955. Prima vettura passeggeri interamente prodotta in Giappone, dimostrò la propria affidabilità completando il percorso Londra-Tokyo, 50.000 km, in otto mesi nel 1956. Un risultato che oggi fa ancora una certa impressione.

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Toyota descrive la 1000 Miglia come una delle origini di una produzione automobilistica migliore, radicata nel mondo delle corse. L’Europa e il Giappone, insomma, non si sono mai guardati così da vicino.