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FCA, in Brasile, sviluppa un nuovo motore alimentato ad etanolo

FCA sta sviluppando un motore alimentato a etanolo per il mercato brasiliano

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Sono passati esattamente 40 anni dal lancio della prima auto al mondo alimentata a etanolo, ed era una Fiat distribuita in Brasile a partire dal luglio 1979. Quest’anno inoltre ha già segnato il rinnovato impegno di FCA nello sviluppo di nuove tecnologie per il futuro della mobilità. Con particolare attenzione rivolta ai biocarburanti che nel Paese sudamericano derivano per la maggior parte dalla coltivazione e gestione della canna da zucchero.

La notizia su un nuovo sviluppo della tecnologia legata all’utilizzo dell’etanolo arriva proprio oggi con una dichiarazione che chiarisce gli intenti della stessa FCA: “L’etanolo è stato, è e sarà sempre importante per FCA. È strategico per l’azienda e ha un ruolo molto importante nella riduzione delle emissioni di emissioni dannose per l’effetto serra”. È quanto dichiarato da João Irineu Medeiros che ha poi proseguito così “abbiamo iniziato 40 anni fa con un sistema a carburatore e oggi stiamo lavorando allo sviluppo di un sistema turbo con iniezione diretta e un gran numero di altre alternative che verranno incorporate nei motori alimentati a etanolo per migliorare ulteriormente le prestazioni rispetto ai motori a benzina”.

C’è da dire che in Brasile nel solo 2018 sono stati consumati 38,3 miliardi di litri di benzina e 19,4 miliardi di etanolo.

Ecco gli inizi

FCA ha iniziato a produrre in serie la prima vettura alimentata a etanolo già nel 1976, sviluppando una vettura basata sulla Fiat 147 (la versione brasiliana della 127). Quando nello stesso anno la Fiat 147 a benzina veniva presentata al II Motor Show di San Paolo, accanto a questa c’era anche un prototipo della 147 alimentata a etanolo. La vettura aveva già sulle spalle migliaia di chilometri di test.

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Produzione della Fiat 147

Nel 1978 però Fiat sviluppa un nuovo motore da 1,3 litri dotato di 62 cavalli e una coppia di circa 112 Nm. Questo propulsore si era rivelato più adatto all’utilizzo con etanolo rispetto alla motorizzazione standard da 1,0 litri già utilizzata sulla 147 standard. A settembre sempre del 1978 una Fiat 147 alimentata a etanolo eseguiva un test di 12 giorni e 6.800 chilometri attraversando il Brasile. Con una media di circa 500 chilometri al giorno. La Fiat 147, la prima al mondo alimentata a etanolo, venne presentata il 5 luglio del 1979.

Una sfida mai semplice

Lo sviluppo del motore a etanolo non è stato semplice. Lungo il percorso sono state risolte molte sfide tecniche. Questo perché l’utilizzo dell’etanolo era del tutto nuovo, diversi componenti delle auto dovevano evolversi rapidamente e i produttori dovevano sviluppare molte soluzioni innovative. L’evoluzione del sistema di iniezione, ad esempio, ha contribuito a migliorare la miscela di aria e carburante nel motore. Di conseguenza, ci sono stati significativi guadagni in termini di prestazioni, riducendo allo stesso tempo i consumi.

Di conseguenza il know-how acquisito in Brasile si è dimostrato poi estremamente prezioso nell’era dei biocarburanti degli anni 2000. Infatti, una società di proprietà di Magneti Marelli (all’epoca parte del Gruppo Fiat) ha sviluppato la tecnologia Flexfuel e, insieme a Fiat, ha lanciato i motori flex 1.0 per le Mille Fire, Palio Fire e Siena Fire.

Si tratta di un investimento fortemente strategico

Lo sviluppo dell’etanolo è un tema di fondamentale importanza in Brasile. Questo perché riesce a soddisfare i sempre più stringenti standard internazionali in tema di emissioni, ma anche per sfruttare nel migliore dei modi le risorse provenienti dalla canna da zucchero. Si tratta quindi di un prodotto molto interessante per la corretta evoluzione di una mobilità sempre più ecologica.

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Secondo João Irineu Medeiros l’etanolo “è altamente efficiente dal punto di vista delle emissioni, questo perché la canna da zucchero – nel ciclo di sviluppo dell’impianto, la trasformazione in combustibile e la combustione in motori a etanolo – è rinnovabile per circa l’80%”. I vantaggi dell’etanolo inoltre potranno soltanto migliorare con l’adozione di nuove tecnologie che ne amplificano il valore energetico e di conseguenza anche l’efficienza dei motori. Ancora secondo Medeiros “la catena agro-energetica è focalizzata sulla produzione di carburanti in modo più efficiente e con un approvvigionamento stabile e prevedibile. Il settore automobilistico, e FCA in particolare, sono impegnati ad aumentare l’efficienza energetica della combustione dell’etanolo”.

Un nuovo motore turbo ad alta efficienza

Se quindi Fiat è stata pioniera nella produzione di vetture alimentate a etanolo, oggi FCA sta lavorando alla costruzione di un nuovo propulsore sovralimentato alimentato a etanolo e dotato di altissima efficienza. L’installazione di un impianto motore GSE Turbo presso lo stabilimento di assemblaggio Fiat a Betim costituirà il trampolino di lancio per accelerare lo sviluppo di un rivoluzionario sistema di propulsione, attualmente denominato E4.

Aldo Marangoni, Direttore Powertrain FCA per l’America Latina, spiega che la Società sta utilizzando molte tecnologie innovative e anche brevettate per lo sviluppo di questo progetto. “Questo è un progetto sperimentale in cui stiamo espandendo e migliorando le nostre conoscenze sul potenziale del biocarburante. I risultati già raggiunti sono molto entusiasmanti”.

Il Brasile oggi possiede la tecnologia e le condizioni climatiche ideali per la produzione dell’etanolo, partendo dalla canna da zucchero senza tralasciare una distribuzione, del carburante citato, particolarmente efficiente. L’etanolo rappresenta una eccezionale alternativa compatibile con gli obiettivi di riduzione della CO2, visto che la maggior parte della CO2 emessa nell’atmosfera durante la combustione viene catturata nel processo di crescita delle piante di canna da zucchero durante la fotosintesi.

Etanolo in costante sviluppo

Oggi la benzina può offrire circa il 30% in più di performance rispetto all’etanolo. FCA tuttavia sta lavorando per ridurre questo divario implementando nuove tecnologie, alcune delle quali risultano già brevettate. Le prime aree di miglioramento nell’evoluzione dei processi di etanolo sono: calibrazione, avviamento a freddo e rapporto aria-carburante. Grazie a questi progressi, l’etanolo otterrà maggiore rilevanza e potrà diventare un’opzione di carburante strategica per l’evoluzione della mobilità ecologica.

L’introduzione dell’etanolo di seconda generazione, con minori quantità di acqua al suo interno, sarà il secondo passo. Successivamente, l’iniezione diretta, il turbocompressore e il miglioramento termodinamico svolgeranno un ruolo di primo piano nei nuovi motori a etanolo ad alta efficienza di FCA.

Insomma, si tratta di un ulteriore passo avanti verso la ricerca di una mobilità sostenibile per davvero.

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