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Bollo auto storiche: come funziona

Tutto sulla tassa di proprietà delle vetture con più di 20 e meno di 30 anni

Alfa Romeo 164 Auto Storica

Bollo auto storiche: argomento più attuale che mai. Le vetture con più di 20 e meno di 30 anni sono spesso al centro dell’attenzione per diversi motivi. Per esempio, per questioni fiscali, specie dopo la recente rivoluzione dell’ormai decaduto governo Renzi.

Bollo auto storiche: sino a fine 2014

Come spiega l’ACI, fino al 31 dicembre 2014 c’era una regola per i veicoli ultraventennali (ossia under 30 anni) di particolare interesse storico e collezionistico: sono quelli non adibiti a uso professionale o utilizzati nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni. Per loro, era prevista l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica. Niente bollo auto. Serviva l’attestato di storicità rilasciato dall’ASI (Auto-Moto Club Storico Italiano) e per i motoveicoli anche dalla FMI (Federazione Motociclistica Italiana).

Rivoluzione renziana

Con il governo Renzi, addio esenzione. La Legge 23 dicembre 2014, numero 190 (Legge di stabilità per il 2015), ha cambiato le regole: dal periodo d’imposta decorrente dal 1° gennaio 2015, tutti i veicoli (autoveicoli e motoveicoli) compresi tra i 20 e i 29 anni sono assoggettati alla normale tassa automobilistica regionale di proprietà. Che va alle Regioni.

Caos senza eguali sul bollo auto storiche

Da quella data, è caos senza precedenti. Molte Regioni fanno di testa loro: niente bollo auto storiche. Senza considerare la legge renziana. Si va addirittura allo scontro: governo contro Regioni ribelli. Con costi a carico della collettività, spese legali, sentenze, confusione massima per decisioni una sopra l’altra. Si voleva colpire i furbetti che non pagano il bollo circolando con false auto storiche. Invece, si colpiscono gli appassionati.

Qualche eccezione

Parliamo di tassa regionale. Per cui, con eccezioni disposte dalle Regioni. Per esempio, con Legge Regionale 11 del 29 luglio 2015, la Regione Lazio ha imposto una norma speciale. Dal 1° gennaio 2016, gli autoveicoli e i motoveicoli, esclusi quelli adibiti a uso professionale, a decorrere dall’anno in cui compiono il ventesimo anno e fino al ventinovesimo dalla loro costruzione, pagano il bollo nella misura ridotta del 10%. Serve un’attestazione riferita a ogni auto da parte dell’ASI (FMI per le moto).

La situazione oggi

Ultima, la Legge 145 del 30 dicembre 2018 (Legge di Bilancio per il 2019). Articolo 1 comma 1048: riguarda gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni, se in possesso del certificato di rilevanza storica. Rilasciato da ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. E qualora questo riconoscimento di storicità sia riportato sulla carta di circolazione. Morale: questi veicoli pagano il 50% del bollo dal 1° gennaio 2019.

Risultati finali

Primo: dal 2019, i veicoli ultraventennali con certificato di rilevanza storica (CRS) sul libretto, pagano il 50% del bollo. Ovviamente, il requisito deve esserci il primo giorno di decorrenza del periodo tributario. Secondo: autoveicoli e motoveicoli ultraventennali, esclusi quelli adibiti a uso professionale, senza CRS annotato sulla carta di circolazione ma con attestazione di storicità ASI o FMI, pagano il bollo nella misura ridotta del 10%.