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FCA vuole abbandonare Termoli e trasferire la produzione all’estero secondo i sindacati

Continuano le difficoltà per lo stabilimento di produzioni di motori e cambi di FCA

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In queste ore registriamo un duro attacco da parte di Soa, Sindacato Operai Autorganizzati, ad FCA, in particolare per quanto riguarda lo stabilimento di produzione di Termoli dove vengono assemblati motori benzina e cambi per diversi modelli del gruppo e dove è appena stato rimandato l’avvio della produzione dei motori ibridi che, molto probabilmente, arriveranno sulle linee d’assemblaggio solo nel corso del 2020. 

Lo stabilimento FCA di Termoli, da tempo, deve fare i conti con un costante ricorso alla cassa integrazione che sta creando non pochi problemi ai lavoratori dello stabilimento. Tra fermi produttivi, trasferimenti presso altri stabilimenti e incentivi al pre-pensionamento, le attività nello stabilimento di Termoli procedono, oramai da molto tempo, a rilento. 

Secondo il parere di Soa, i progetti di FCA sono solo “proclami sterili” mentre la realtà dei fatti è ben diversa con “il reparto cambi praticamente paralizzato con la cassa integrazione aumentata anche a settembre” ed anche gli altri reparti, dove vengono prodotti i motori benzina, che devono fare i conti con costanti stop per la produzione. 

Il punto di vista del Soa è chiarissimo come dimostra questo stralcio della nota stampa diffusa in queste ore “Nel silenzio totale dopo I grandi proclami di piani Industriali stellari ecco la triste realtà frutto di una volontà chiara aziendale di produrre maggiormente all’estero e scommettere sugli stabilimenti del Brasile, Polonia e altri dove è presente“. Secondo i rappresentati sindacali, in casa FCA “c’è fretta di tagliare il personale” 

FCA non ha ancora ufficializzato le date di lancio dei nuovi modelli ibridi

Al momento, non ci sono risposte ufficiali da parte dell’azienda su questa dura presa di posizione di una parte delle rappresentanze sindacali. E’ chiaro, in ogni caso, che il gruppo FCA ha già dimostrato, in diverse occasioni, di non aver intenzione di avviare trattative o dialoghi con i sindacati italiani. Il gruppo sta rivelando quelle che saranno le novità per i prossimi anni ma lo sta facendo con il contagocce.

Al momento, il “Piano Italia” annunciato a novembre scorso è solo parzialmente confermato mentre non c’è ancora una data ufficiale in merito al debutto dei primi modelli ibridi. Nel corso della prima metà del 2020 dovrebbero debuttare le versioni ibride di Renegade e Compass (prodotte a Melfi) mentre per le versioni ibride di 500X, Panda e, soprattutto, dei modelli Alfa Romeo e Maserati non ci sono ancora informazioni ufficiali. 

Ricordiamo che nel 2020 dovrebbero debuttare le versioni mild hybrid di Giulia e Stelvio ed i restyling, con annesse varianti plug-in hybrid, di Levante, Ghibli e Quattroporte. Per il 2021 è atteso il debutto dell’Alfa Romeo Tonale che, come già confermato ufficialmente, sarà realizzato in versione plug-in hybrid. Maggiori dettagli sul futuro dei modelli e degli stabilimenti italiani di FCA dovrebbero arrivare nei prossimi giorni.