Fiat sembra aver superato la fase più complicata degli ultimi anni e adesso prova a guardare avanti con maggiore fiducia. A raccontare come sta cambiando il marchio è stato Gaetano Thorel, responsabile di Fiat e Abarth in Europa, protagonista di una lunga intervista ad Autocar. Il manager ha parlato di Fiat Panda, Grande Panda, 500 Hybrid e dei prossimi modelli, spiegando soprattutto quale ruolo Fiat vuole continuare ad avere all’interno di Stellantis.
Fiat guarda al futuro partendo da Panda e Grande Panda
Thorel non ha nascosto che negli ultimi anni il percorso sia stato tutt’altro che semplice. Lo ha riassunto con una frase piuttosto eloquente: “Abbiamo attraversato il deserto e siamo sopravvissuti”. Adesso, però, la situazione sembra diversa. L’obiettivo è riportare Fiat dove, secondo il manager, merita di stare. “È un percorso difficile, ma sono estremamente soddisfatto della direzione che stiamo prendendo”, ha spiegato, sottolineando anche come oggi Fiat stia contribuendo in maniera importante alla crescita di Stellantis in Europa, con vendite che superano stabilmente le 100.000 unità al mese.
A dare una spinta importante continuano a essere soprattutto Fiat Panda e Grande Panda. La prima resta un punto fermo del mercato italiano, mentre la seconda sta diventando sempre più centrale nella nuova strategia del marchio. Per Thorel, però, per capire davvero quanto sia forte un brand non basta guardare i numeri complessivi. Conta molto anche il peso conquistato tra i clienti privati, quelli che scelgono direttamente quale auto acquistare.
Non tutto, però, sta andando esattamente come previsto. Thorel ha ammesso di aspettarsi qualcosa in più dalla Fiat 500 Hybrid. “Ho aspettative più alte per la 500 Hybrid rispetto a quello che stiamo effettivamente ottenendo”, ha dichiarato. Allo stesso tempo, ha ricordato che riportare sul mercato una vettura dopo circa due anni di assenza non è semplice e richiede tempo.
La 500 Hybrid resta comunque un modello importante anche per un altro motivo. La nuova generazione della 500 era nata esclusivamente elettrica, ma Fiat ha poi deciso di adattarla anche a una motorizzazione mild hybrid. Una mossa arrivata in risposta a un mercato elettrico cresciuto più lentamente del previsto e che ha permesso di dare nuove prospettive anche allo stabilimento di Mirafiori.
Guardando più avanti, Thorel ha chiarito molto bene quale sarà il terreno di gioco di Fiat. Il marchio continuerà a concentrarsi soprattutto su auto piccole e veicoli commerciali leggeri. Per quanto riguarda le vetture, l’offerta andrà dai modelli più compatti, come Topolino, fino ad auto di circa 4,5 metri. Nessuna intenzione, quindi, di inseguire per forza i segmenti superiori o di trasformare Fiat in qualcosa che non è mai stata.
“Quando sai cosa rappresenti, tutto diventa molto più facile”, ha spiegato il manager. All’interno di Stellantis esistono già altri marchi chiamati a presidiare i segmenti più alti e Fiat non sente il bisogno di entrare in quelle aree. “Fiat non è per tutti e non pretendiamo di esserlo”, ha aggiunto Thorel, ribadendo come il marchio voglia continuare a essere riconosciuto soprattutto per le auto compatte.
Ed è proprio qui che entra in gioco la futura Fiat Panda. L’attuale generazione continua a ottenere numeri molto importanti nonostante un progetto ormai datato, e trovare una vera erede non sarà semplice. Fiat sa bene di avere un pubblico molto affezionato alla Panda e non vuole perderlo per strada, soprattutto tra chi non è ancora pronto a passare a un’auto completamente elettrica.
Le parole di Thorel fanno quindi capire che la prossima Panda non dovrebbe diventare esclusivamente BEV. Una motorizzazione termica elettrificata continuerà ad avere un ruolo importante. Il manager parla addirittura del “ruolo sociale di un marchio”, facendo capire quanto Fiat consideri fondamentale continuare a offrire un’auto semplice, accessibile e adatta a una fascia molto ampia di automobilisti.
C’è poi il tema della produzione. Anche su questo Thorel ha lasciato indicazioni interessanti. La futura Panda potrebbe continuare a essere costruita in Italia, nonostante una scelta del genere possa non essere la più conveniente dal punto di vista strettamente industriale.
“In Italia abbiamo sicuramente una responsabilità sociale e l’Italia è la patria delle auto di piccole dimensioni”, ha spiegato. Produrre qui la futura Panda potrebbe non essere la soluzione più vantaggiosa sotto il profilo economico, ma, come ha aggiunto lo stesso manager, “per me va oltre i fattori economici”.
La strada di Fiat sembra quindi abbastanza definita. Grande Panda e i prossimi modelli allargheranno la gamma, ma senza portare il marchio troppo lontano dalle sue radici. L’idea è continuare a puntare su auto compatte, pratiche e accessibili. E la futura Panda, ancora ibrida e molto probabilmente ancora italiana, potrebbe diventare il simbolo più importante di questa nuova fase.



