Il marchio Ferrari si lega spesso a iniziative solidali, che danno continuità a una tradizione aperta dal suo fondatore. Di queste ore la notizia del sostegno dato alla realizzazione dell’Ospedale di Comunità di Maranello. Con questa operazione, la casa del “cavallino rampante” conferma il suo impegno a favore del territorio.
La nuova struttura punta a rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità per l’intero distretto. Il progetto è il risultato della collaborazione tra istituzioni, realtà sociali, fondazioni e imprese del territorio.
Ferrari, col suo supporto concreto, si mostra ancora una volta sensibile verso il prossimo, in questo caso nella sua culla territoriale, dove il mito si traduce in materia. L’azienda emiliana, nota nel mondo per le sue auto sportive e da corsa, ha sposato il percorso di creazione dell’Ospedale di Comunità di Maranello, che rappresenta concretamente il principio della co-prosperity, fondato sulla creazione di valore condiviso per la comunità.
All’inaugurazione del nosocomio è intervenuto, insieme ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte, Michele Antoniazzi, Chief Human Resources Officer della casa del “cavallino rampante”. Quest’ultima ha partecipato al progetto con un proprio contributo, rinnovando l’attenzione verso lo sviluppo del territorio in cui opera e il miglioramento del benessere e della qualità di vita delle persone che vi risiedono.
La nascita dell’Ospedale di Comunità di Maranello testimonia come la sinergia tra diversi attori del territorio possa tradursi in risultati concreti a beneficio della comunità. Ferrari, che ama i suoi luoghi, si è data concretamente da fare perché si potesse giungere al risultato, che onora la sua storia, ampiamente legata alla filantropia.
Ricorrenti le iniziative del marchio a supporto del prossimo: dalle aste benefiche alle donazioni ai centri per la ricerca contro certe patologie, il cammino del “cavallino rampante”, oltre che dai successi sportivi e commerciali, è illuminato da diversi atti di generosità, veri e non di facciata.
Fonte | Ferrari
