Nuovo stop produttivo per lo stabilimento Stellantis di Cassino. Da oggi, martedì 29 maggio, tornano a chiudersi i cancelli dell’impianto di Piedimonte San Germano, rimasto aperto soltanto da giovedì 21 maggio in una delle poche settimane di attività di un 2026 sempre più complicato per lavoratori e indotto.
Nel 2026 lo stabilimento Stellantis di Cassino ha lavorato solo 24 giorni
Il Comitato Esecutivo ha comunicato il fermo produttivo per la giornata di venerdì 29 maggio nei reparti di lastratura e verniciatura. A questo si aggiunge lo stop già programmato dal 1° al 5 giugno, che interesserà lastratura, verniciatura, montaggio e reparti collegati. Una nuova interruzione che conferma la crisi produttiva del sito cassinate, ormai da mesi senza segnali concreti di ripresa.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi commento la portata della difficoltà. Nel mese di maggio si è lavorato appena sei giorni. Dall’inizio dell’anno, dal 1° gennaio al 31 maggio, le giornate complessive di attività sono state soltanto 24. In media, meno di cinque giorni al mese, poco più di una giornata a settimana.
Il primo semestre si chiuderà certamente sotto quota 30 giorni lavorati. Per molti, immaginare di arrivare a fine anno con 60 giornate di lavoro appare già un obiettivo difficilissimo, se non irrealistico. Sarebbe comunque circa la metà rispetto al 2025, a conferma di un arretramento che pesa su operai, famiglie e aziende dell’indotto.
La preoccupazione cresce anche per le prospettive dei prossimi mesi. Giugno inizierà infatti con una nuova fermata dello stabilimento e il timore diffuso è che anche il secondo semestre possa seguire lo stesso schema: attività ridotta, interruzioni continue e ricorso agli ammortizzatori sociali.

Accanto all’emergenza quotidiana, resta aperto il nodo del futuro industriale dello stabilimento, soprattutto in vista del biennio 2027-2028. Dopo l’incontro dei giorni scorsi davanti ai cancelli con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, oggi è previsto un nuovo tavolo con i sindacati convocato dalla vicepresidente Roberta Angelilli.
Il confronto servirà a preparare i prossimi passaggi istituzionali: il vertice con Stellantis del 16 giugno e il tavolo nazionale automotive al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per Cassino, ormai, la partita non riguarda più solo i fermi produttivi. Riguarda il ruolo stesso della fabbrica nel futuro dell’auto italiana.
