Citroën prova a lasciarsi alle spalle le incertezze degli ultimi anni e lo fa partendo dai numeri. Durante una conferenza stampa a Parigi, Xavier Chardon, direttore del marchio, ha scelto parole molto nette per descrivere il momento del brand: “La prima buona notizia è che Citroën è tornata”. Un’affermazione che fotografa bene il clima con cui la casa francese ha commentato i risultati del primo trimestre 2026, chiuso con segnali incoraggianti sia sul fronte delle vendite sia su quello degli ordini.
Durante una conferenza stampa a Parigi il CEO di Citroën ha fatto il punto della situazione del brand in Europa
Nei primi tre mesi dell’anno, Citroën ha venduto 190.000 veicoli nel mondo, mettendo a segno una crescita del 10%. Il dato europeo è ancora più positivo: nel Vecchio Continente i volumi sono aumentati del 12,3%, con una quota di mercato salita al 3,5%, in progresso di 0,3 punti percentuali. Secondo Chardon, il marchio sta recuperando terreno in modo diffuso, tanto che “la quota di mercato cresce ormai nel 90% dei mercati europei”.
A sostenere questa ripartenza è una gamma che oggi appare più razionale, ma anche più efficace. La protagonista di questa fase è senza dubbio la C3, che si sta confermando il vero motore commerciale della casa. In Italia il modello occupa il secondo posto nel proprio segmento, mentre in Spagna e Portogallo figura stabilmente tra le auto più vendute. Ma il dato che più interessa Citroën riguarda l’elettrico: quasi una C3 su tre vendute in Europa dall’inizio dell’anno è elettrica. È un passaggio importante, perché racconta meglio di ogni slogan la direzione intrapresa dal marchio.

Questo approccio rientra nella strategia “Power of Choice”, con cui Citroën vuole dare al cliente la possibilità di scegliere la motorizzazione più adatta alle proprie esigenze, senza forzature. La stessa logica si ritrova anche nella C3 Aircross, che continua a muoversi bene sul mercato. Da inizio anno gli ordini sono cresciuti del 57%, mentre il marchio prevede 50.000 unità vendute nel 2025. Anche in questo caso l’elettrico guadagna spazio: oltre un quarto delle C3 Aircross ordinate è già a batteria.
La C4, invece, continua a difendersi molto bene, soprattutto in Spagna, dove resta un punto di riferimento nel suo segmento. Più contenuta, però, la penetrazione dell’elettrico, ancora sotto il 10%. Chardon ha lasciato intendere che una delle spiegazioni stia anche nelle caratteristiche dell’offerta attuale, osservando che un’autonomia di 400 km non sempre basta a convincere tutti i clienti a scegliere la versione elettrica.
Tra i modelli più osservati c’è poi la nuova C5 Aircross, che ha iniziato il proprio percorso commerciale con numeri che il management considera incoraggianti. Chardon ha parlato di “un 60% di ordini in più rispetto alla generazione precedente” e di “immatricolazioni in crescita del 40%”. Anche qui l’elettrificazione avanza: il 20% degli ordini riguarda versioni completamente elettriche, mentre il 10% è rappresentato da varianti ibride plug-in. Segnali che indicano come Citroën stia cercando di allargare la propria presenza elettrificata anche nei segmenti superiori.

Nel racconto della marca resta importante anche la Berlingo, che quest’anno festeggia i suoi 30 anni. Un modello che continua a essere visto come una scelta solida e riconoscibile, capace di mantenere un ruolo centrale nella gamma.
Un discorso a parte merita la Ami, diventata ormai uno dei simboli più evidenti della trasformazione di Citroën. Il piccolo quadriciclo elettrico dovrebbe superare nel 2026 le 100.000 unità vendute dal lancio, confermando il ruolo del marchio nella micromobilità europea. Chardon ha rivendicato questo posizionamento, ricordando che Citroën si considera “pioniera della micromobilità in Europa”. Il successo del modello ha spinto il brand a riflettere anche su un ulteriore sviluppo della Ami Buggy, mentre sul piano commerciale cambia il modello distributivo: non più solo vendita online, ma una formula ibrida che da maggio coinvolgerà anche la rete dei concessionari. L’idea, ha spiegato il manager, è semplice: i clienti chiedono più vicinanza e un rapporto diretto con il territorio.
Anche in Francia il quadro è positivo. Édouard George, direttore di Citroën Francia, ha confermato che il marchio sta vivendo una fase favorevole, con un progresso di 0,7 punti che consolida la terza posizione sul mercato nazionale delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri. Le vendite di auto sono salite del 7% nel trimestre, ma il dato che più colpisce riguarda gli ordini: durante gli open day di marzo, Citroën ha raccolto oltre 5.000 ordini da privati, registrando il miglior risultato dal 2019.
Secondo George, c’è “una crescita a doppia cifra del portafoglio ordini dei privati”, segnale di un interesse che il marchio interpreta come un ritorno di attenzione verso il prodotto e verso il mercato. In questa strategia, l’accessibilità resta un tema centrale. La ë-C3 parte da 13.990 euro con gli incentivi C2E, mentre la C3 Aircross elettrica viene proposta a 19.990 euro, cioè allo stesso prezzo della corrispondente versione termica. È qui che Citroën vuole giocarsi una parte importante della partita: rendere l’elettrico meno distante e più realistico per una platea ampia.
