Dopo anni in cui il verbo più usato era stato “tagliare”, per Stellantis arriva un segnale diverso. E non è un dettaglio. Secondo i documenti aziendali pubblicati di recente, il gruppo ha chiuso l’ultimo anno con una crescita dell’occupazione a livello globale: oltre 10.000 posti di lavoro in più nel mondo, di cui 4.700 in Nord America. È la prima volta che succede dalla nascita dell’azienda, avvenuta nel 2021.
Dopo anni di tagli, nel 2025 Stellantis ha aumentato la sua forza lavoro di 10 mila unità
Il dato acquista ancora più significato se si guarda a ciò che è successo negli anni precedenti. Dopo la fusione che ha dato vita a Stellantis, il gruppo aveva avviato una lunga fase di contenimento dei costi, portata avanti sotto la guida dell’ex amministratore delegato Carlos Tavares. In quel periodo l’azienda aveva ridotto progressivamente il personale, fino ad arrivare a quasi 50.000 posti tagliati nel mondo entro il 2024. Una scelta che aveva avuto un impatto forte, soprattutto nei territori storicamente più legati al gruppo, come il Michigan.
Adesso, con Antonio Filosa alla guida, il clima sembra diverso. Alla fine dello scorso anno i dipendenti complessivi di Stellantis erano 258.668, un livello vicino a quello del 2023, ma il punto vero è che la discesa si è fermata e il gruppo è tornato ad assumere. Negli Stati Uniti, in particolare, il numero dei dipendenti è cresciuto di circa 400 unità.

Più che nei numeri secchi, però, il cambiamento si coglie nell’atmosfera. Ad Auburn Hills, dove si trovano la sede centrale e il centro tecnologico del costruttore di Jeep e Ram, qualcosa si è rimesso in moto. Negli ultimi mesi la struttura è tornata a popolarsi, complice la nuova campagna di assunzioni e il ritorno in ufficio per cinque giorni alla settimana. Chi conosce quell’edificio da anni parla di una trasformazione evidente. Glenn Stevens, direttore esecutivo di MichAuto, ha raccontato di aver trovato parcheggi pieni e un ambiente finalmente vivo, molto diverso da quello visto poco più di un anno fa, quando la scarsità di persone lo aveva colpito al punto da definirlo quasi irreale.
Stellantis ha oggi circa 400 posizioni aperte ad Auburn Hills e oltre 600 negli Stati Uniti. Filosa ha anche annunciato un piano per assumere 2.000 ingegneri, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei prodotti, e la maggior parte di questi nuovi ruoli sarà concentrata proprio negli USA. Il piano è già partito e proseguirà fino al 2027.
A questo si aggiunge un altro tassello importante: l’azienda prevede di assumere 5.000 operai nel manifatturiero americano nei prossimi quattro anni, nell’ambito di un investimento da 13 miliardi di dollari destinato a nuovi veicoli e al rilancio di stabilimenti oggi sottoutilizzati. In precedenza erano già state annunciate altre 200 assunzioni a supporto delle attività di vendita, assistenza e distribuzione ricambi nel Paese.

Gran parte della crescita occupazionale in Nord America si è concentrata in Messico. Qui Stellantis ha rafforzato soprattutto gli impianti di Toluca e Saltillo. A Toluca è stato aggiunto un terzo turno per sostenere la produzione della nuova Jeep Cherokee, mentre a Saltillo è cresciuto il personale impegnato anche sui pickup Ram 1500, oltre che sui camion pesanti del marchio.
Segnali positivi arrivano anche dal Sud America, dove il gruppo ha aggiunto circa 6.000 posti di lavoro, e dalla regione Medio Oriente-Africa. Di segno opposto, invece, la situazione in Europa, dove il numero dei dipendenti continua a calare: sono scesi a 124.084, il livello più basso dalla nascita di Stellantis.
Per il Michigan, questo cambio di direzione ha anche un valore simbolico. Negli ultimi anni, il ridimensionamento costante della presenza del gruppo aveva alimentato timori concreti tra sindacati, istituzioni locali e osservatori del settore. La sede di Auburn Hills era stata perfino indicata come possibile struttura a rischio durante le trattative contrattuali del 2023. Per questo oggi il fatto che quell’area sia tornata a riempirsi viene letto come un segnale da non sottovalutare.
