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Alfa Romeo, il progetto segreto della spider a motore centrale che voleva sfidare Porsche Boxster

L’ex designer Alfa Romeo ha pubblicato sul suo profilo Instagram i bozzetti di una sportiva compatta scoperta

Alfa Romeo Spider

Dopo aver riportato alla luce altri progetti rimasti nei cassetti, Juan Manuel Díaz torna a far parlare di sé con una nuova proposta mai arrivata alla produzione. L’ex designer Alfa Romeo, noto per aver firmato la MiTo, ha pubblicato sul suo profilo Instagram i bozzetti di una sportiva compatta scoperta, pensata nel 2008 come una possibile rivale della Porsche Boxster. Un modello che non ha mai visto la strada, ma che oggi offre uno sguardo interessante su una possibile direzione alternativa nella storia recente del Biscione.

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L’ex designer Alfa Romeo Juan Manuel Diniz su Instagram conferma che il biscione nel 2028 lavorava ad una sportiva moderna

Secondo quanto raccontato dallo stesso Díaz, l’idea non era quella di disegnare semplicemente una nuova spider, ma di immaginare un’Alfa Romeo sportiva moderna, capace di unire dimensioni compatte, motore centrale e una forte attenzione al piacere di guida. Una vettura che avrebbe dovuto puntare in modo deciso su leggerezza, emozione e precisione dinamica, con l’ambizione dichiarata di confrontarsi con uno dei riferimenti assoluti del segmento, la Porsche Boxster.

Il progetto risale al 2008 e, osservando oggi i bozzetti diffusi dal designer, colpisce soprattutto un dettaglio: alcuni elementi stilistici sembrano anticipare in modo piuttosto evidente l’Alfa Romeo 4C, che sarebbe arrivata alcuni anni più tardi. Si notano, ad esempio, il cofano segnato da nervature a V che convergono verso il classico trilobo, le prese d’aria laterali molto marcate e un’impostazione generale della carrozzeria che mette al centro la tensione delle superfici e il dinamismo delle proporzioni.

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Alfa Romeo Spider

Anche la zona posteriore richiama soluzioni che sarebbero poi comparse sulla 4C. I gruppi ottici, piccoli e di forma tondeggiante, sono inseriti in una coda inclinata e raccolta, con un’impostazione che restituisce immediatamente l’idea di una vettura compatta ma grintosa. Il risultato, almeno a giudicare dai bozzetti, è quello di una cabrio dal carattere molto definito, con una presenza scenica che avrebbe potuto ritagliarsi uno spazio preciso tra le sportive leggere ed essenziali.

Per Díaz, però, questo progetto aveva un significato che andava oltre il semplice esercizio di stile. Nelle sue parole emerge la volontà di ripensare il ruolo di Alfa Romeo nel panorama premium sportivo. L’obiettivo era chiaro: portare il marchio a confrontarsi in modo più netto con realtà come Audi e Porsche, soprattutto nel campo delle compatte ad alte prestazioni, dove il design, la dinamica di guida e il contenuto emozionale contano almeno quanto i numeri.

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In questa visione, Alfa Romeo avrebbe potuto costruire una gamma più orientata verso auto sportive, accessibili ma raffinate, capaci di rafforzare la propria immagine di marchio emozionale e tecnico. Allo stesso tempo, questo posizionamento avrebbe consentito a Maserati di concentrarsi su modelli più grandi, più esclusivi e più chiaramente collocati nella fascia alta del mercato. In sostanza, il progetto della spider a motore centrale si inseriva in un disegno strategico più ampio, pensato per definire meglio i confini tra due marchi storici italiani spesso percepiti come vicini.

Alfa Romeo Spider

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti che emergono dal racconto del designer. Non si tratta soltanto della nostalgia per un modello mai nato, ma della testimonianza di una possibile strada alternativa per Alfa Romeo. Una strada che avrebbe potuto anticipare alcune delle idee poi viste sulla 4C, ma anche consolidare prima e con maggiore decisione la presenza del Biscione nel segmento delle sportive compatte premium.

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Naturalmente resta il fascino del “what if”, del progetto rimasto sulla carta e mai trasformato in realtà industriale. Ma i bozzetti pubblicati da Díaz mostrano con chiarezza che, già nel 2008, in Alfa Romeo si ragionava attorno a un’auto capace di interpretare in chiave moderna i valori storici del marchio: compattezza, sportività, bellezza meccanica e piacere di guida.

A distanza di anni, questa cabrio mai vista acquista così un valore particolare. Non solo perché anticipava alcuni tratti della futura 4C, ma perché racconta un’Alfa Romeo che stava cercando, forse con maggiore coraggio di quanto si sia poi visto, di ritagliarsi un ruolo preciso tra i costruttori più desiderabili del panorama sportivo europeo.

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