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Stellantis ai suoi rivenditori negli USA: “Le vendite devono aumentare nel 2026, le scuse sono finite”

“Il 2026 è l’anno della concretizzazione e contiamo sui nostri concessionari per aumentare le vendite”

Stellantis

Stellantis non sembra avere più dubbi. Il 2026 sarà l’anno in cui le vendite negli Stati Uniti torneranno a salire dopo 7 anni di cali consecutivi. I vertici del gruppo non sentono ragione su questo e nelle scorse ore lo hanno comunicato ai rivenditori americani riuniti a Las Vegas. Questo è una sorta di sunto di quanto dichiarato nel corso di un affollato incontro a porte chiuse tenutosi mercoledì tra i dirigenti senior della casa automobilistica e gran parte dei 2.400 concessionari membri, in occasione della convention annuale della National Automobile Dealers Association.

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Niente più scuse per i concessionari Stellantis negli USA: nel 2026 le vendite devono tornare a crescere

“Il 2026 è l’anno della concretizzazione e contiamo sui nostri concessionari per aumentare le vendite”, ha dichiarato al Detroit News Jeff Kommor, responsabile delle vendite negli Stati Uniti per Stellantis, dopo l’incontro. “Abbiamo fornito loro tutti gli strumenti di cui avevano bisogno. Le scuse sono finite. Non ci sono più scuse”.

I concessionari Chrysler, Dodge, Jeep e Ram avevano già colto questo segnale da tempo, anche durante il meeting NADA di New Orleans dello scorso anno, quando si parlava di una possibile ripresa delle vendite. In realtà, i risultati hanno raccontato altro, con un calo complessivo del 4% su base annua. Secondo Kommor, il costruttore deve ora concentrarsi sul rilancio del mercato domestico, supportando in modo concreto una rete di dealer che da anni manifesta insoddisfazione e fatica a incrementare i volumi.

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Il traguardo fissato è ambizioso: una crescita del 25% annuo delle vendite retail entro il 2026. Tuttavia, non mancano elementi incoraggianti. Nei prossimi mesi è previsto l’arrivo di numerosi modelli nuovi o aggiornati, alcuni attesi da tempo, molti dei quali dotati di motori Hemi V8 o soluzioni a benzina e mild hybrid, oggi ritenute più appetibili rispetto a elettriche e plug-in.

stellantis usa

Stellantis è intervenuta rivedendo listini e configurazioni di numerosi modelli, compresa la gamma Jeep più richiesta, in passato oggetto di critiche da parte dei concessionari per i prezzi troppo elevati. Parallelamente, il gruppo ha supportato la rete commerciale nello smaltimento delle scorte di veicoli datati e poco appetibili, accumulati nei piazzali e rimasti invenduti dal 2024.

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Kommor ha affermato che l’azienda, a partire dalla fine dell’anno scorso, ha iniziato a destinare somme record al marketing a livello regionale e locale per supportare i concessionari, e ha ripreso un approccio più collaborativo con loro su come commercializzare al meglio le proprie auto in alcuni grandi mercati. “Nel 2026 investiremo di più nel supporto pubblicitario con i nostri concessionari nella fase più bassa del funnel, per far arrivare il messaggio ai nostri clienti”, ha affermato. “Storico, il migliore di sempre.”

Il CEO Antonio Filosa avrebbe dovuto parlare di persona, ma non è riuscito a partecipare, quindi ha fatto un videomessaggio. Dopo l’incontro, i dirigenti di Stellantis hanno mostrato loro diversi nuovi modelli in un casinò vicino, tra cui il prossimo pick-up di medie dimensioni Ram Dakota.

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Le difficoltà commerciali hanno inciso pesantemente sulla redditività, causando un marcato calo dei profitti sia per Stellantis sia per numerosi concessionari, con problemi finanziari protrattisi per buona parte dello scorso anno. Kommor ha però sottolineato che circa il 50% della rete ha comunque registrato una crescita su base annua. La mancata ripresa delle vendite nel 2025, ha spiegato, è dipesa da un contesto complesso segnato da dazi, nuove normative sulle emissioni e dalla perdita degli incentivi fiscali per le auto elettriche, fattori che hanno imposto una revisione delle strategie aziendali.