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Cassino, cambia la strategia: si punta sui componenti

Per lo stabilimento di Cassino, Stellantis cambia la strategia produttiva, puntando sulla realizzazione di componenti.

Per il Cassino Plant di Fca-Stellantis è tempo di una nuova strategia. Per completare le vetture di Maserati e di Alfa Romeo sono pronti all’istante i componenti per l’assemblaggio. E soprattutto, volgendo lo sguardo verso il futuro, dal 2023 è prevista una nuova alimentazione elettrica. Ovvero EV oltre a diesel e ibride. Così è entrato in funzione il centro di HTL di Torino per il binomio cerchio-gomma. Il Lingotto ha fatto ricadere su Piedimonte San Germano la scelta per un nuovo insediamento, preannunciando investimenti importanti e la creazione di posti di lavoro. La nuova azienda è già operativa con una cinquantina di lavoratori. Fornirà i componenti delle ruote al suv Maserati Grecale e all’Alfa Romeo Tonale.

Cassino: l’apporto di HT&L Fitting

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Il gruppo è infatti presente in Polonia, Serbia, Russia e Marocco. Si tratta di HT&L Fitting, leader continentale nell’assemblaggio degli insiemi gomma-cerchio. E all’interno del complesso di Cassino, il conglomerato italo francese, nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot Groupe, sta allestendo una fabbrica di batterie al litio ad uso esclusivo dei veicoli realizzati tra Pomigliano d’Arco e Piedimonte San Germano.

Maserati Grecale

Un ragguardevole impegno, in virtù del quale entro la fine del 2022 saranno assunte tra le 40 e le 50 unità, quasi tutte interne, dopo una formazione ad hoc sul nuovo prodotto. Al momento vi stanno prestando opera vari ingegneri competenti nel campo. Stellantis desidera ottenere una maggiore produzione dall’indotto locale, così da scongiurare le criticità derivanti dai semiconduttori provenienti da certi Paesi dell’Asia. E davanti all’impianto di Fca, in un capannone dell’ex Cosilam, sta vedendo la luce un’ulteriore fabbrica di batterie al litio.

Ma sosterrà un mix produttivo, ovvero per conto di varie compagnie, non necessariamente legate al settore delle quattro ruote. La proprietà è di Fincantieri, il quale ha acquistato qualche mese fa il capannone dismesso. Anche qui saranno occupate  circa 45 persone. A ogni modo, Fiat Chrysler mira all’esclusività dei componenti per dare l’accelerata sull’assemblaggio delle vetture poiché la saturazione della linea può arrivare ad un massimo di 1.500 esemplari al giorno inserendo l’intera forza lavoro, sebbene oggi si sia ridotto della metà rispetto ad alcuni anni fa.