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Stellantis, Verrone: lavoro garantito, ma preoccupa il futuro

Il lavoro è garantito presso lo stabilimento Stellantis di Verrone, in Piemonte, almeno per ora. Le preoccupazioni vertono sul futuro.

Stellantis Verrone

Il segretario della Fiom Cgil di Biella, Filippo Porcari, accoglie con solo parziale soddisfazione l’esito dell’incontro tra Stellantis, gli esponenti dell’esecutivo e i sindacati, svoltosi nei giorni scorsi a Roma. Secondo i piani dei vertici del colosso italo francese, la fabbrica di Verrone avrebbe un futuro prossimo garantito: se a Pratola Serra, in Irpinia, la produzione sarà dirottata verso tutti i motori a gasolio Euro 7 per la flotta commerciale del gruppo, nel centro piemontese si andrà avanti ad assemblare i cambi. Il ritmo sarà di almeno 300 mila pezzi l’anno, stando alle previsioni della multinazionale.

Stellantis, Fiom Cgil: a Verrone dubbi sul medio-lungo termine

Verrone

Dunque, per qualche anno bisognerebbe andare avanti, ha osservato Porcari. Tuttavia, la scadenza del 2030 è dietro l’angolo. Pertanto, si chiede, in modo anche piuttosto allarmato, cosa ci sarà da fare da qui alla data in cui i mezzi a gasolio non saranno più fabbricabili.

Senza stagliare poi lo sguardo troppo oltre, negli ultimi giorni è emerso il problema della cassa integrazione. E l’integrazione – si legge su La Stampa – è appena scesa sotto le 500 unità. L’operato avviene in una struttura enorme, costruita nel corso degli Anni ’70 per una forza lavoro di gran lunga superiore. E da quanto segnala Porcari non sussistono prospettive per la reintegrazione del personale che lascia a causa di questioni anagrafiche.

Sede Stellantis

Se non ci sono innesti, a fronte dei pensionamenti, il numero territoriale della Fiom Cgil desidera sapere quale sia la soglia minima per assicurare il regolare funzionamento dell’ex Lancia. Si tratta di un impianto dai costi elevati. Regna il timore pure in merito all’indotto: mensa, pulizie, sorveglianza e manutenzione.

Di conseguenza, nei giorni passati il sindacalista aveva lanciato un appello al territorio e alle sue istituzioni cosicché facessero fronte comune. Una briciola alla volta – ha dichiarato – stanno perdendo pezzi della loro tradizione manifatturiera. I numeri sono altissimi nel caso di Verrone. In definitiva, desidererebbero alcune certezze in più non legate solo all’immediato ma anche da ora al 2030, quando la transizione elettrica sarà forzata.