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Stellantis, si ferma Grugliasco: le conseguenze per i lavoratori

Si ferma lo stabilimento produttivo di Grugliasco. Andiamo a ricostruire le conseguenze sul fronte dei lavoratori Stellantis.

Il 17 dicembre 2021 è stata una giornata decisamente infelice per la forza lavoro del gruppo Stellantis. Più esattamente per lo stabilimento produttivo di Grugliasco. Proprio quel giorno, infatti, si è interrotta la realizzazione delle attività nel sito ex Bertone ed ex Fiat Chrysler Automobiles. L’impalcatura Maserati passa, dunque, al centro di Mirafiori. Purtroppo, è arrivata la doccia fredda: Grugliasco viene sostanzialmente fatta fuori o quasi. In Italia, è il primo “plant” del conglomerato italo francese a pagare pegno in nome della riorganizzazione anticipata dal management. Il clima respirato già nelle settimane precedenti non era dei migliori e affiorano continuamente dubbi. Resta da capire quale sia esattamente la situazione presso la fabbrica.

Stellantis cessa le attività a Grugliasco, senza però scompensi in termini di occupazione

Centro Stellantis

In estrema sintesi, le preoccupazioni che assillavano i dipendenti si sono rivelate basate su presupposti concreti. Per davvero Grugliasco cessa le sue attività, ma tra i 1.100 dipendenti, dalle informazioni fino al momento trapelate, non c’è traccia di licenziamenti. Nessuno ci rimetterebbe, insomma, il posto, né tra gli operai né tra gli impiegati.

Insieme alla struttura di Maserati Quattroporte e Ghibli, a partire dal 17 gennaio 2022, l’intero organico “traslocherà” a Mirafiori o in altre sistemazioni minori del comprensorio piemontese. Detto altrimenti, esclusivamente i locali finiscono in esubero, non il personale. E poi c’è un importante aspetto da sottolineare: Grugliasco non esce completamente di scena. Difatti, la divisione lastratura rimane lì dov’è, almeno fino al 2024, scadenza entro cui verrà a propria volta trasferito a Mirafiori.

La “donazione” a Mirafiori

Stabilimento Stellantis

Alla luce delle informazioni sopra riportate, cerchiamo di fare il punto della situazione. Grugliasco “dona” il proprio patrimonio produttivo a Mirafiori, senza ripercussioni sul lato occupazione, perlomeno nell’immediato. A ogni modo, lo storico impianto di Torino è in procinto di rivestire nuovamente un ruolo di importanza cruciale. Oltre a Fiat 500 elettrica, per la quale è in previsione il raddoppio dei turni, Mirafiori avrà il suo bel daffare con i modelli della Casa del Tridente.

Si assembleranno Levante, Quattroporte, Ghibli e, un domani non troppo lontano (fine 2022), pure le nuove Granturismo e Grancabrio, che, di conseguenza, smetteranno di uscire dalla catena di Modena. Sull’industria automotive italiana, in particolare su un marchio di lusso come quest’ultimo, il Chief Executive Officer, Carlos Tavares, evita di assumere decisioni drastiche. Tuttavia, la riorganizzazione pluriennale del gruppo Stellantis è appena cominciata. Pertanto, si suggerisce di monitorare gli sviluppi perché tante sorprese (speriamo positive) potrebbero riguardare la società.

 

 

 

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