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Stellantis: guida alle uscite incentivate, operai e colletti bianchi

Tempo di uscite per Stellantis che tra misure di prepensionamento e incentivi alle dimissioni volontarie sta per ridurre l’organico anche tra i colletti bianchi

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Nessun esubero e nessuna riduzione di personale, questo ciò che i vertici di Stellantis continuano a ripetere. Ma il riferimento è alle preoccupazioni di molti che vedono cupo il futuro visto che già oggi la crisi dei microchip ed il passaggio all’elettrificazione continuano a ridurre le attività negli stabilimenti italiani.

L’azienda quindi rassicura e mette sulla bilancia i tanti programmi futuri per rasserenare gli animi, per quanto è possibile farlo di fronte a ripetute casse integrazioni e ripetute fermate degli stabilimenti nostrani del Gruppo. Ma dietro le quinte si muove una concreta campagna di riduzione degli organici dipendenti.

Nuova campagna di incentivazione all’esodo

Incentivi all’esodo volontario, strumenti di politiche previdenziali del governo da utilizzare e laute offerte per le dimissioni volontarie dei lavoratori porteranno a tagli di organico evidenti. Per esempio a Torino, già sono stati ufficializzati prepensionamenti per il tramite dei contratti di espansione del governo, ed ai 310 che dovrebbero uscire con questi accordi già raggiunti, se ne aggiungeranno altri 400 con gli incentivi all’esodo.

Ne parla il sito de “Il quotidiano piemontese” da cui si evince una analisi di ciò che significa uscita incentivata. L’area di questi autentici tagli di personale è la cosiddetta area dei colletti bianchi, personale degli enti tecnici e di staff. Dopo gli accordi per gli operai delle fabbriche quindi, anche i colletti bianchi entrano nel novero dei lavoratori a cui si offrono incentivi per andare via.

Sono 310 i prepensionamenti degli impiegati in Piemonte per il gruppo Stellantis

Ricapitolando, 310 lavoratori sono stati già oggetto di un accordo che prevede l’uscita dal lavoro con i contratti di espansione. In pratica, grazie a questa misura introdotta dal governo e potenziata con la nuova legge di Bilancio che è in dirittura di arrivo, i lavoratori che si trovano a massimo 5 anni dalla pensione di vecchiaia a 67 anni o dalla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi versati (41 anni e 10 mesi per le donne), possono anticipare l’uscita.

E lo faranno, dopo i previsti e già trovati accordi con i sindacati ed in sede ministeriale, con un assegno a carico dell’azienda. Un assegno mensile pari alla pensione maturata al momento dell’uscita e con versamento di contribuzione figurativa per chi punta ai 42 anni e 10 mesi della pensione anticipata. L’azienda dal canto suo può scontare i due anni di Naspi spettante al lavoratore uscito con il contratto di espansione dalle somme che deve versare al dipendente stesso.

E per ogni tre uscite con i contratti di espansione, la legge prevede una assunzione di un nuovo addetto. Stellantis comunque ha promesso che a fronte di 310 uscite con accordo già sottoscritto, saranno assunti 130 lavoratori. Infatti originariamente le fuoriuscite preventivate dovevano essere 390 e le nuove assunzioni, in base a ciò che trapela, resteranno quelle originariamente messe in preventivo.

Altri 400 sul punto di lasciare Stellantis, ecco dove e perché

Ma un nuovo accordo nel frattempo è stato trovato, come si legge sul sito prima citato. Si tratta di 400 impiegati degli enti tecnici e di staff, quelli che nell’universo Stellantis si chiamano colletti bianchi. L’intesa è stata raggiunta con le maggiori sigle sindacali ad esclusione della Fiom Cgil,che già sulla vertenza Grugliasco (la fabbrica ex Bertone della Maserati che sta per chiudere definitivamente a favore di Mirafiori) si era distaccata dalle altre organizzazioni di rappresentanza.

Sul nuovo accordo raggiunto, l’azienda è uscita con una sua nota ufficiale in cui spiega di cosa si tratta. Una nota di Stellantis dettagliata e che parla anche di futuro e di progetti. Dopo aver ricordato l’esito dell’intesa sui contratti di espansione e dopo aver sottolineato che sono confermate 130 nuove assunzioni rispetto ad uscite inferiori al previsto (da 390 a 310), Stellantis ricorda che anche per il tramite della Naspi, ci sono lavoratori che possono agganciare la pensione.

SI può lasciare il lavoro anche per il tramite della Naspi

Una specie di suggerimento questo, perché in base alla normativa Inps, l’indennità per disoccupati può durare fino a 2 anni, cioè ci sono 24 mesi di ammortizzatore sociale da poter percepire per chi si trova a due anni dal raggiungimento delle soglie di accesso alla pensione.

In pratica, si può restare in disoccupazione, con indennizzo, negli ultimi due anni prima della pensione, magari aspettando di compiere i 67 anni previsti per la quiescenza di vecchiaia. Va ricordato però che la Naspi eroga il 75% dello stipendio medio degli ultimi 4 anni di carriera e che dal quarto mese di fruizione la Naspi cala del 3% al mese (anche se da gennaio il governo ha deciso di ridurre questo decalage). In sostanza, occorre fare bene i conti prima di scegliere questa via per lasciare anticipatamente il lavoro.

E poi, occhio al fatto che la Naspi si può percepire solo se si è licenziati. Infatti per le dimissioni, a meno che non siano per giusta causa, non è previsto il sussidio per disoccupati. La Naspi infatti è una indennità spettante a chi perde involontariamente il lavoro. Anche per le uscite incentivate di cui parliamo, necessario un accordo con l’azienda, che poi è quello che è stato appena sottoscritto.

L’intesa e cosa prevede per 400 uscite incentivate da Stellantis

Stellantis lavoratori

La nuova intesa sottoscritta non è un obbligo ma lascia ai lavoratori la libera scelta di aderirvi. Leuscite massime previste sono 400. E,secondo ciò che si legge nella nota di Stellantis, l’operazione rientra, insieme ai contratti di espansione, nel progetto di rimodernare e di dare impulso dal punto di vista dell’innovazione e delle nuove professionalità, all’intero sistema produttivo del gruppo.

Quindi, occasione per massimo 400 lavoratori degli enti tecnici e di staff per uscire dal lavoro con la Naspi. Ma a quali condizioni i lavoratori possono uscire dal lavoro con l’ammortizzatore sociale? Una domanda a cui dobbiamo necessariamente dare risposta, dal momento che si tratta pur sempre di uscite incentivate.

Occorre fare bene i conti su ciò che significa accettare l’accordo

Detto delle penalità che la Naspi prevede per tutti i disoccupati e non solo per quelli di Stellantis, i vantaggi offerti dall’azienda sono notevoli. Chi lascerà il lavoro in Stellantis per il tramite della Naspi potrà sfruttarne diversi. Per esempio,chi accetta e si trova a due anni dalle quiescenze, otterrà tutto sommato (Naspi + incentivo), il corrispettivo pari al 90%d della retribuzione annua.

Anche in questo caso si attendono risposte su questo 90%. Questo perché occorre verificare se la media è basata sulle retribuzioni effettivamente percepite dai lavoratori o se si fa riferimento ai minimi tabellari del CCNL. Straordinari, notturno e così via, sono voci  non indifferenti nelle buste paga.

Nel progetto spiegato nella nota da Stellantis, per chi si trova a 4 anni dalla pensione ed esce con la Naspi, dopo i 2 anni al 90% della retribuzione riceverà il 60% della stessa per un anno ed il 40% per il successivo.

Incentivo minimo di 55.000 euro per lasciare l’azienda a prescindere da età e pensione

Ma gli incentivi non si fermano a chi è prossimo alla pensione. Ed è questo il punto più discutibile di questo programma. Una cosa è spronare i lavoratori più anziani a lasciare il lavoro, un’altra è offrire incentivi anche a chi anziano non lo è, purché vada via. Infatti è su questo che a torto o a ragione, c’è chi vede nel progetto, una sorta di taglio di personale senza assumersi le responsabilità da parte dell’azienda.

Nello specifico infatti si offrono minimo 55.000 euro di incentivi alle dimissioni volontarie per gli operai. Incentivo senza limiti di età per gli operai e a partire dai 50 anni per i colletti bianchi. L’incentivo parla di 24 mesi di retribuzione garantita per gli operai. Più differenziato il progetto per gli impiegati al di sotto dei 50 anni di età.

Incentivo di 18 mesi per lavoratori tra i 45 ed i 49 anni di età,  12 mesi per chi ha età compresa tra 40 e 44 anni e 6 mesi per i più giovani (al di sotto dei 40 anni di età). Ed incentivo dell’incentivo, 20.000 euro in più a chi aderisce entro la fine del 2021 e non si trova nell’orbita della pensione. Ed uscendo non si perderà nemmeno il diritto al premio di efficienza.

Continuano gli incentivi quindi, incentivi adatti a sfoltire l’organico quindi, ma in maniera celata.