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Stellantis: ferma di nuovo la Sevel, stop Fiat Ducato

Non solo le auto, anche i furgoni Stellantis si fermano, alla Sevel di Atessa ancora cassa integrazione.

 

Stavolta mancano alcuni componenti della scatola dello sterzo. E per lo stabilimento Sevel di Atessa, dove Stellantis costruisce i furgoni Ducato, nuovo stop alle attività.

Confermato il nuovo accesso alla cassa integrazione per 1.700 lavoratori.

Non c’è pace per Stellantis in questo periodo e non c’è pace per la Società Europea Veicoli Leggeri di Atessa.

Nuovo periodo di cassa integrazione alla Sevel del gruppo Stellantis

Anche nello stabilimento di Val di Sangro in provincia di Chieti, per le attività produttive della Sevel non c’è pace. Nuovo periodo di cassa integrazione per 1.700 lavoratori dello stabilimento Italiano del colosso dell’Automotive nato dalla fusione italo francese tra PSA ed FCA.

Uno stop di una settimana, questa la notizia fuoriuscita e confermata tanti dall’azienda che dai sindacati.

Si parte da lunedì 8 novembre e si termina venerdì 12 novembre.

Perché questo nuovo stop?

Come dicevamo, il nuovo stop della fabbrica di furgoni abruzzese deriva dalla carenza di componentistica, precisamente componenti della scatola sterzo ZF, quella montata sul furgone Fiat Ducato.

Il nuovo periodo di ammortizzatore sociale è destinato nello specifico a 700 lavoratori del turno di notte e 500 lavoratori sia del turno A che del  altrettanti del turno B.

Proprio la scelta fatta dalla azienda, con tutti i criteri adottati sulle scelte relative ai lavoratori da mettere in cassa integrazione è alla base delle critiche che la Uilm ha rivolto all’azienda nel dare notizia del nuovo stop.

Diverse le problematiche anche alla Sevel di Atessa

Non ci sono state mai risposte ufficiali alle istanze che lavoratori e sindacati hanno lanciato a Stellantis. Da tempo infatti, per quanto riguarda il polo produttivo di Val di Sangro, a preoccupare sono i lavoratori somministrati. Si tratta di quei lavoratori portati a lavorare per il tramite della Agenzie per il lavoro interinale.

I sindacati da tempo ne chiedono la stabilizzazione, dato che sono spesso in servizio ma senza tutele. In pratica, anche in una fabbrica dove si producono furgoni, che sono molto richiesti, la crisi è perfettamente equivalente agli altri poli produttivi di Stellantis.

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