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Stellantis: Mirafiori unico polo in Piemonte, ma i sindacati non sono convinti

I sindacati si dividono su ciò che avviene in Piemonte per Stellantis.

Chiuso lo stabilimento di Grugliasco a Torino per Stellantis resta Mirafiori. Entro la fine del 2022 sarà a Mirafiori che verrà spostata la produzione di Grugliasco e, in base alle ultime, anche i lavoratori. Questa la notizia principale fuoriuscita dal summit dello scorso 11 ottobre a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Al tavolo tra azienda, sindacato e governo (c’erano il Ministro del lavoro Andrea Orlando e il titolare del Mise Giancarlo Giorgetti è emerso che Mirafiori sarà lo stabilimento di punta per la transizione elettrica del gruppo in Italia.

Ma dopo i primi commenti a caldo, ottimistici per il futuro e di soddisfazione per la riapertura del tavolo, adesso iniziano a trapelare i primi malumori con i sindacati che iniziano a dividersi.

Mirafiori come Melfi, promesse da Stellantis, ma non tutti sono soddisfatti

Quando ci fu un incontro identico a quello dell’11 ottobre lo scorso giugno, per Melfi si decise di programmare per il 2024 il lancio di 4 nuovi veicoli elettrici. Nel maggiore stabilimento Stellantis in Italia, quello dove vengono prodotte più della metà delle auto che in Italia annualmente produce l’azienda, dal 2024 si procederà con la costruzione di 4 auto elettriche di altrettanti brand di Stellantis. E le ipotesi, perché di ipotesi si tratta, parlano di veicoli Fiat, Jeep, Alfa Romeo e Lancia.

Nel frattempo però come da programma, a Melfi sparisce una linea produttiva, perché dalle due preesistenti si passa ad una sola. La linea della Jeep Compass viene unificata a quella della Jeep Renegade e della Fiat 500 X. E poi, cassa integrazione sempre massiccia, ferie estive prolungate di una settimana (lo stabilimento di Melfi restò chiuso la settimana successiva a quella di fine ferie) e incentivi all’esodo organizzati.

Stellantis e Torino, già sulla Gigafactory non andò bene

Nello stesso summit in cui si parlò dei 4 nuovi veicoli elettrici di Melfi, uscì fuori che la terza fabbrica di batterie elettriche di Stellantis, la prima in Italia dopo le due in Germania e Francia, avrebbe visto i natali in Molise.

A Termoli quindi l’assegnazione della Gigafactory, ma dal 2025. Ed anche in Molise, cassa integrazione a macchia d’olio, fermate della produzione più o meno costante e regimi produttivi che più ridotti non si può.

Adesso è Mirafiori al centro delle promesse di Stellantis. Stavolta almeno i tempi sono ristretti, dal momento che si comincerà già ad inizio 2022. Ma come per la linea produttiva di Melfi, per il Piemonte ciò che emerge è la ormai certa chiusura di uno stabilimento, quello Maserati di Grugliasco.

Cosa accadrà in Piemonte per le fabbriche di Stelantis

Nello stabilimento Stellantis di Mirafiori, verrà trasferita la produzione di Grugliasco. Operazione da completare  entro fine anno. Anche le Maserati elettriche del futuro verranno costruite a Mirafiori, dove già oggi e bene, viene costruita la piccola di casa Fiat, ovvero la Fiat 500 elettrica.

Mirafiori diventerà pertanto il polo della mobilità elettrica del colosso dell’Automotive nato dalla fusione di FCA con PSA. Il quarto produttore mondiale di auto vira decisamente verso la completa elettrificazione della gamma di auto multimarca che produce. E a Mirafiori come detto, oltre alla Fiat  500 bev, si aggiunge l’intera piattaforma elettrica della Maserati.

Due le certezze al momento, la prima è il nome della piattaforma, ribattezzata Folgore, mentre l’altra è la chiusura di Grugliasco. Pare che il debutto della piattaforma partirà nel 2022, quindi presto, con la Maserati Gran Cabrio e la Maserati Gran Turismo. Poi si proseguirà nel 2024 con la nuova Maserati Quattroporte.

Ciò che divide è senza dubbio la chiusura di Grugliasco, della ex fabbrica Bertone che il compianto Sergio Marchionne comprò per FCA nel 2009.

Adesso da Grugliasco a Mirafiori verranno trasferite le verniciature e tutte le linee, che adesso sono quelle della Maserati Ghibli e della Maserati Quattroporte. Solo la lastratura resterà fino al 2024 a Grugliasco. In pratica, i 1.100 lavoratori di Grugliasco piano piano e gradualmente verranno dirottati verso Mirafiori.

Il piano è pronto quindi, ma per i dettagli presto se ne saprà di più visto che per il 25 ottobre è previsto un altro vertice, stavolta riguardante il polo produttivo piemontese dell’azienda.

I sindacati e le vedute diverse

La prospettiva di un potenziamento per Mirafiori, comesi è capito, a discapito di Grugliasco, ha diviso i sindacati. Per la Fiom si parla di duro colpo per Torino, perché la perdita di uno stabilimento non può essere notizia positiva in nessun caso. Ma la stessa prospettiva è vistsa diversamente dai vertici sindacali di Fim Cisl, Uilm e Fismic. Infatti per le altre importanti sigle sindacali diverse dalla Fiom Cgil,  “l’importante non sono i muri, ma le produzioni future, le prospettive e il mantenimento dei livelli occupazionali .

In pratica, che sia solo una fabbrica o due, poco cambia se la produzione cresce e se nessun lavoratore perderà il posto di lavoro.

La posizione della Fiom è negativa

Che  vengano preservati i livelli occupazionali non c’è certezza. Infatti tra incentivi all’esodo e contratti di espansione, saranno molti i lavoratori che lasceranno Stellantis e che non verranno sostituiti in toto. Ed anche in Piemonte, tra i colletti bianchi, saranno in molti ad andare via con gli incentivi offerti.

E per esempio il contratto di espansione, che ricordiamo, non è una operazione che riguarda nello specifico solo Stellantis, ma è una misura di politica lavorativa e previdenziale del governo, prevede che ogni  tre lavoratori che escono, l’azienda ne deve assumere solo uno .

Non è certo la conservazione dei livelli occupazionali quindi ciò che dovrebbe far stare sereni. Tanto è vero che sullo stabilimento di Grugliasco, la Fiom parla di “altra mazzata per l’economia di Torino. Anche se hanno dichiarato il mantenimento dell’occupazione il dato oggettivo è che chiudono uno stabilimento”. Sono parole del segretario generale della Fiom di Torino, Edi Lazzi.

” La si può guardare da qualsiasi angolazione , ma i fatti dicono che in Italia siamo di fronte alla diminuzione della capacità produttiva. Tutte azioni che determinano il calo dell’occupazione complessiva del gruppo”, questo il pensiero del rappresentate sindacale dei metalmeccanici Cgil di Torino.

La dura reprimenda di Ariaudo, segretario regionale della Fiom in Piemonte

“Alla fine l’unica fabbrica chiusa da Stellantis in Italia sarà Grugliasco. Torino continua a non cogliere l’opportunità che un grande player dell’auto offre. Per esempio mi risulta che Melfi potrebbe diventare il polo premium del gruppo. Per intenderci si potrà produrre li anche l’ammiraglia della Opel. Non proprio una cosa da poco”, queste sono le parole di Giorgio Airaudo, segretario regionale Fiom. Parole amareggiate quelle del sindacalista, evidentemente non in sintonia con il dare l’ok ad una chiusura di Grugliasco praticamente imminente.

 Intervistato da Repubblica infatti, il leader Regionale dei metalmeccanici della Cgil non ha nascosto il suo malcontento. “Torino è uno dei sette posti al mondo dove si è fatta la storia dell’auto. Qui ci sono competenze e conoscenze uniche. Dovremmo far valere questi atout. E invece ci rassegniamo a diventare una zona grigia di Stellantis: per ora dobbiamo fare i conti solo con sottrazioni. Non abbiamo più il polo del lusso immaginato da Marchionne anche se Maserati resta un bel marchio ma con numeri piccoli, gli Enti centrali rischiamo l’emarginazione, perdiamo uno dei due stabilimenti che Torino aveva e anche Mirafiori non sta troppo bene”, questo il pensiero di Ariaudo.

Perché pure Mirafiori non vive di salute buona secondo Ariaudo

In pratica, secondo la Fiom e secondo il segretario regionale del Piemonte,  nonostante la promessa di potenziamento di Mirafiori, lo stesso storico stabilimento di Fiat non vive momenti buoni. È vero che la produzione della Fiat 500 bev ha salvato i regimi produttivi, ma occorre prestare attenzione ad altre cose.

“Penso ai grandi vuoti che ci sono nella fabbrica simbolo della Fiat. E presto un altro reparto rischia. Le meccaniche, dove ora lavorano 1800 operai, sono destinate a sparire con la conversione del gruppo all’elettrico dove i cambi non servono più”, questo il triste scenario che Ariaudo dipinge.

Ciò che fa discutere è che la crisi dei microchip che sta fermando interi stabilimenti da Nord a Sud, ha avuto nel Piemonte come Regione, una potenziale soluzione. Infatti la Regione ha presentato un piano che non sembra sia stato accolto, di spostare alla Intel la produzione dei semiconduttori, cioè di microchip. “Un opportunità, ma anche il segno che Stellantis non ha progetti per riempire quei vuoti. Insomma, Mirafiori rischia di diventare uno stabilimento di scorta del gruppo”, questo ciò che ha ribadito il segretario Ariaudo.

Torino, su Stellantis anche la politica si muove

Come abbiamo già detto precedentemente, per il 25 ottobre è previsto un nuovo incontro, stavolta con oggetto esclusivo Torino e il Piemonte. In pratica, tutto ribolle per l’importante polo produttivo di Stellantis. Anche perché parlare di volumi produttivi se a Mirafiori finiscono le Maserati, non è una esattezza. Una cosa è produrre le utilitarie e le piccole come già si fa con le Fiat 500, ed una cosa è costruire auto che rientrano in quel polo del lusso tanto caro a Marchionne.

” Mi auguro che martedì il nuovo sindaco e Cirio tornino a bussare a Draghi per riaprire il dossier Torino che mi pare sparito dai radar dopo i botti dell’estate legati prima alla Gigafactory di Stellantis e poi all’approdo Intel”, questa la speranza di Ariaudo che vede in martedì il giorno importante visto che si conoscerà il nome del nuovo sindaco dopo i ballottaggi.

Su Torino infatti pende ancora la delusione per la mancata assegnazione della Gigafactory. Infatti in origine si pensava che la fabbrica di batterie per auto elettriche dovesse finire a Mirafiori, ma poi si è optato per la fabbrica di Termoli in Molise.

“Sarebbe indispensabile aprire un canale con Tavares, andare a incontrarlo. Il ceo di Stellantis sta dimostrando che non nega i marchi al territorio. Però dobbiamo essere bravi noi a cogliere le opportunità che il gruppo offre”, così ha terminato la sua lunga intervista Ariaudo, uno che oltre ad essere segretario dell’importante sindacato, è un riconosciuto conoscitore dell’industria automobilistica non solo italiana.

Dalla Cisl alla Uil, il programma su Mirafiori non è del tutto negativo

Come dicevamo, la rigidità della Fiom fa scontro con i pareri meno negativi di Fismic, Uilm e Fim Cisl.

“Abbiamo chiesto che nel trasferimento da Grugliasco a Mirafiori si salvaguardino le professionalità acquisite negli anni dagli addetti di Maserati. Azienda non ha annunciato esuberi e questo è fondamentale ” queste le parole di Davide Provenzano, segretario della Fim Cisl di Torino infatti.

Anzi, secondo Provenzano, spostare tutto a Mirafiori, fabbrica che rappresenta la storia di Fiat e di Torino,   “ è un modo per rafforzare la presenza su Torino, evitando che due stabilimenti possano essere vissuti come due debolezze: meglio un sito forte che due in bilico”. Quindi, positivo il giudizio della Fim Cisl.

“Il rafforzamento dell’Ingegneria presso gli Enti Centrali e l’esclusiva delle future produzioni di 500 sono elementi che giudichiamo positivamente. Le nuove Maserati e le nuove 500 su Mirafiori confermano la missione nel settore Premium. I modelli non mancheranno ma i volumi produttivi sono la vera sfida da consolidare”., così ha concluso il suo giudizio Provenzano.

E sulla stessa linea d’onda anche la Fismic Confsal che entra più nello specifico mettendo in risalto dove lo spostamento di tutto a Mirafiori, porterà vantaggi. Usando un termine scacchistico, a Mirafiori Stellantis si arrocca. A Mirafiori verranno riportate anche le produzioni delle Fiat 500 che oggi si costruiscono in Polonia, questo almeno è la previsione emersa a margine del summit dello scorso 11 ottobre.

Per la Fismic le parole di Di Maulo

Anche Roberto Di Maulo segretario della Fismic- Confsal parla di operazione difensiva ottimale di Stellantis, che decide di potenziare uno dei due stabilimenti piemontesi. “È indispensabile aprire a Torino un arroccamento di produzioni di Grugliasco a Mirafiori come fatto a Melfi a luglio scorso. Consolidamento che non deve avere ripercussioni negative sull’occupazione”, così si è espresso Di Maulo e così parla anche Luigi Paone segretario della Uilm.

Anche i metalmeccanici della Uil infatti parlano di occupazione e non di muri, cioè di stabilimenti.  “Non siamo interessati a difendere i muri di uno stabilimento, ma auspichiamo che, a fronte della riorganizzazione annunciata, siano confermati sia gli investimenti, sia l’impegno alla piena occupazione. Questi temi e le future misure produttive dovranno essere oggetto di un confronto sindacale a Torino”, dice Paone.

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