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Incentivi auto a benzina e diesel: rischiano di finire il 10 ottobre

Restano solo 85 milioni di euro per gli incentivi auto a benzina e diesel: per il 10 ottobre, il rischio è che finiscano

Dopo la fine dei bonus auto elettriche e ibride plug-in, stanno per terminare anche gli incentivi auto a benzina e diesel poco inquinanti. Idem quelli per vetture a gas e ibride classiche. 

Restano solo 85 milioni di euro per le macchine termiche, quelle con meno di 135 grammi di CO2 (anidride carbonica) per km. Tra 61 e 135 g/km: il gruppo è vincolato alla rottamazione di una vecchia auto. Con almeno 10 anni di età. La nuova deve avere il prezzo di listino fino a 40.000 euro (compresi accessori ma escluse IVA, IPT e messa su strada).

Giovedì 16 settembre, c’erano 100 milioni, contro circa 200 milioni stanziati dal Governo alla fine di luglio 2021. Siccome i bonus per le elettriche non ci sono più, si punta tutto sulle termiche. A questo ritmo, per il 10 ottobre 2021, non c’è più un euro. Diventiamo una nazione senza incentivi, nonostante le parole dei politici su transizione e decarbonizzazione. Parole, appunto, pochissimi fatti confusi e disordinati, con bonus messi e tolti, poi reintrodotti e subito terminati. 

Dagli incentivi auto a benzina e diesel agli sconti fiscali

In parallelo, dello sconto fiscale per chi compra un’elettrica non si sa più nulla. E del bonus per chi rottama un vecchio usato a favore di un usato meno anziano, neppure è dato sapere qualcosa. Mancano i decreti attuativi di normative complicate, astruse, di difficile interpretazione e attuazione.

Con l’enorme rischio dietro l’angolo: una nazione con parco auto più vetusto dell’Unione europeo. E l’effetto Cuba su certe zone della nazione, specie il Sud Italia: in circolazione, macchine vecchissime, pericolose per ambiente e sicurezza stradale. Senza considerare che un turista straniero (o un uomo d’affari) in giro per la nostra nazione avrebbe enormi difficoltà a trovare una colonnina di ricarica elettrica funzionante, efficiente.

A questo punto, ci sono rischi forti anche per tutta la filiera dell’auto, non sospinta da una politica adeguata a livello nazionale. Per dire il vero, anche gli enti locali, con le loro colonnine elettriche così esigue e mal ridotte, non danno una grossa mano.

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