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Incentivi auto elettriche, a benzina e diesel: la situazione

Qual è lo stato dell’arte degli incentivi auto elettriche, ma anche dei bonus a favore di chi compra vetture a benzina e diesel

Attenzione alle bufale in Internet: dicono che ci sono i nuovi incentivi auto elettriche. Fandonie. Al momento, non esistono bonus per elettriche e ibride plug-in. Si attende la pubblicazione del decreto Infrastrutture in Gazzetta Ufficiale, che dovrà poi entrare in vigore. Il decreto dirà come e quando saranno disponibili i 57 milioni di euro di incentivi elettriche. 

Occhio: gli incentivi auto elettriche e ibride plug-in dureranno pochissimi giorni, visto che si tratta di una somma davvero esigua. Con 6.000 euro di bonus massimo in caso di rottamazione di un usato over 10 anni. Prima invece il bonus massimo era di 10.000 euro.

Una situazione confusa, disordinata, pasticciata. Da parte di una politica la quale dice di essere a favore della transizione energetica. A parole.

Incentivi auto a benzina e diesel

Ancora più complicata la situazione degli incentivi auto a benzina e diesel che inquinano poco. Solo circa 100 milioni di fondo, che si esaurirà prestissimo. Morale: le auto più desiderate, ossia le termiche, vengono poco incentivate. Quelle di nicchi sulle quali si pensava che il Governo puntasse hanno incentivi concepiti così male da disorientare i consumatori. Rendendo impossibile la programmazione da parte di concessionarie e Case.

In futuro, chissà, forse in qualche altro provvedimento potrebbero essere introdotto altri bonus. Ma un andazzo così a singhiozzo, col contagocce, non fa certo bene al mercato auto.

In quanto alle colonnine di ricarica, siamo a circa 23.000 punti per fare il pieno elettrico: pochissimi. Anche perché molti ko causa scarsa manutenzione. Il futuro dell’automotive è sempre più misterioso in Italia.

Eppure l’auto era e resta al centro della nazione, sotto ogni profilo. Stupisce lo stupore del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini: il Covid, dice, sta incrementando l’uso del mezzo privato, ma la mobilità dolce non decolla. Queste le sue considerazioni in audizione in commissione Trasporti illustrando il piano per il trasporto locale in vista del rientro scolastico. Per gli spostamenti scuola lavoro, aumenta il ricorso al mezzo privato, ma solo quello a motore. Si riduce in modo significativo l’uso del trasporto pubblico.

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