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Crisi dei chip: la filiera dell’auto chiede tempo per le vendite

Proposta dell’Anfia al Governo Draghi per avere più spazio di manovra

crisi dei chip

C’è bisogno di semiconduttori come di ossigeno nel settore automotive. I fornitori di Taiwan prediligono i produttori di computer e smartphone a discapito dei Gruppi auto, e così le macchine restano nei piazzali senza microprocessori. Come tamponare la crisi dei chip? Soluzione Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica): per contrastare i ritardi nelle consegne delle nuove auto dettati dalla crisi di approvvigionamento dei microchip, ha chiesto (insieme alle altre maggiori associazioni del settore) al Governo Draghi di prorogare le tempistiche previste dal decreto che ha introdotto gli incentivi per le vetture toccate dall’ecobonus.

Vediamo i numeri. Oggi, i venditori confermano l’operazione di vendita in 180 giorni. L’Anfia chiede che le concessionarie possano confermare l’operazione di vendita in 300 giorni. Per avere più spazio di manovra.

D’altronde, con la pandemia, è così: si chiede tempo, in tutti i settori. Per pagare, per avere forniture, per soddisfare domande. Serve un minimo di elasticità, fra aziende, consumatori, banche, finanziarie.

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Servono bonus per auto nuove

C’è poi una seconda domanda al Governo. Rifinanziare gli incentivi all’acquisto di nuove vetture della fascia emissiva 61-135 g/km di CO2. Ossia benzina e diesel. Più gli incentivi per il ricambio del parco dei veicoli commerciali leggeri. Così da stimolare la domanda e risollevare i ritmi della produzione in questa fase ancora critica.

Va sottolineato il ricorso alla cassa integrazione del settore automotive non accenna a diminuire, risultando, anzi, in notevole aumento a marzo 2021 rispetto a marzo 2020.

Terza richiesta Anfia all’Esecutivo: misure di medio-lungo periodo per centrare gli obiettivi del Green Deal europeo. Per sensibilizzare il mercato verso la mobilità a impatto zero. Ecco l’auspicio: che l’ecobonus per le nuove vetture della fascia emissiva 0-60 g/km di CO2 venga prorogato fino al 2026, rendendo strutturale una misura che ha avuto successo.

La parola al Governo Draghi, ora. Che in merito all’auto si è limitato a porti un target in materia di colonnine elettriche in Italia. Tutto qui.

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