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Stellantis manda operai italiani in Francia a studiare

Il gruppo raccoglie a Melfi le candidature degli operai che aderiscono all’iniziativa di studiare il modello francese direttamente da loro.

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In Italia i costi produttivi degli stabilimenti Stellantis sono troppo elevati. Lo hanno detto i vertici di Stellantis fin dalla prima visita di Carlos Tavares a Torino. Il CEO di Stellantis parlando così ha messo in luce differenze sostanziali tra ciò che accade nelle fabbriche francesi di Stellantis e ciò che accade da noi. 

C’è una netta differenza di impostazione che è evidente anche solo guardando all’indotto, che in Italia è composto da piccole e medie imprese mentre in Francia da aziende di grandezza rilevante. Ma non è solo questo a differenziare Francia e Italia dal punto di vista produttivo.

Un differenziale che i vertici di Stellantis non perdono occasione di ricordare aprendo alla stagione dei tagli, pensando a spostare all’interno dell’azienda alcuni servizi oggi e da sempre affidati a ditte esterne, o pensando a tagliare addirittura delle linee produttive. Il sistema francese va preso ad esempio.

E se mai ci fosse qualche dubbio su questo trend che Stellantis sta prendendo, anche una novità che proviene da Melfi in queste giornate di preoccupazione, casse integrazioni e assemblee sindacali, è lì a dimostrarlo. 

Mail ai lavoratori di Melfi, cosa chiede Stellantis

Sul Corriere della Sera parlano di rivoluzione culturale quella che sta impostando Tavares per quanto riguarda gli stabilimenti italiani di Stellantis. Una rivoluzione transalpina, con il modello francese da prendere a riferimento. 

Ma come si fa a fare cambiare metodologia di lavoro e di prassi a fabbriche ed operai che da sempre operano in maniera differente rispetto ai cugini d’oltralpe? Alzare la produzione per addetto è l’obbiettivo che il CEO Tavares si è imposto. E per perseguire l’obbiettivo, che poi punta a colmare il gap tra addetti francesi e addetti italiani, adesso si mandano operai italiani a studiare in Francia. 

A dire il vero le problematiche relative ai costi di produzione degli stabilimenti italiani rispetto ai francesi, ha delle cause che secondo i sindacati sono diverse da quelle di cui parla l’azienda. Per Stellantis ci sono troppi sprechi e va reimpostata l’intera struttura produttiva prendendo ad esempio i virtuosi francesi.

Per i rappresentati dei lavoratori italiani invece, i problemi che fanno salire a dismisura il costo della produzione in territorio nostrano dipendono dal fatto che c’è una bassa saturazione produttiva nel senso che ci sono pochi modelli prodotti. Inoltre, c’è un troppo elevato utilizzo di cassa integrazione. Lo dimostra la chiusura della produzione che proprio a Melfi è stata prevista fino al prossimo 10 maggio, con tutti gli operai a casa in cassa integrazione.

Tutti fattori questi che secondo le parti sociali aumentano i costi di produzione e fanno calare la produttività per addetto.

E a Melfi arrivano agli operai le email con cui si chiede l’adesione ad andare in Francia a studiare come lavorano lì, in territorio transalpino, dove, almeno per i vertici di Stellantis, la produttività per addetto è da prendere ad esempio.

Italiani a prendere esempio dai francesi

Che la Francia ormai sia al centro del mondo Stellantis, più dell’Italia a tal punto che i più critici parlano di acquisizione e non di fusione tra PSA e FCA (secondo molti Peugeot di fatto avrebbe acquisiti Fiat Chrysler Automobiles), appare un dato di fatto.

Ed anche la novità che proviene da Melfi lo dimostra. Secondo il Corriere della Sera, il Ceo del gruppo, Carlos Tavares vuole che gli operai italiani vadano a studiare il modello francese. E così la direzione aziendale ha inviato tramite email, la richiesta di candidatura ad un viaggio id qualche giorno in Francia a studiare come lavorano lì. Email che sono state mandate a team leader, manutentori, conduttori e addetti alla qualità.

Naturalmente le giornate di “studio” in Francia sarebbero retribuite e si parla di 120 euro netti al giorno (160 lordi). Si tratta di una specie di diaria utile a pagare i costi del trasferimento.

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