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Trasferirsi all’estero e tasse auto da pagare, ecco la guida

Trasferirsi all’estero con l’auto e pagamento delle tasse nel nuovo Stato.

Per studio, per lavoro o per esigenze personali, quando ci si trasferisce all’estero a vivere, per sempre o per un determinato periodo di tempo, occorre sapere che usare una auto è assoggettata a tassazione.

Circolare con il proprio veicolo in un qualsiasi Paese presuppone l’obbligo di pagare le tasse con le regole previste dal Paese straniero. Se lo Stato in cui si circola è un Paese Comunitario, va ricordato che ogni singolo Stato stabilisce le norme e le regole della circolazione ed anche le tasse da pagare per essere in regola nel territorio interessato.

E ci sono tasse che vanno pagate anche se la permanenza nel Paese diverso da quello di provenienza, è di breve durata, con balzelli calmierati al periodo di utilizzo della nostra auto in quel preciso Paese.

Usare l’auto all’estero e tassazione, ecco alcune particolarità

Un italiano che si trasferisce all’estero con l’auto deve innanzi tutto studiare bene la normativa fiscale del nuovo Paese. Contattare le autorità di quello Stato competenti in materia potrebbe essere un suggerimento valido dal momento che si tratta di normative specifiche che spesso hanno esenzioni, rimborsi e sconti da non sottovalutare.

Per esempio, nel caso di studenti che vanno all’estero per motivi di studio o lavoratori transfrontalieri, se il nuovo Stato è appartenente alla UE, non sono assoggettati a tassazione sulle immatricolazioni. E lo stesso accade per chi per esempio, ai titolari di seconde case all’estero.

Ma oltre alle tasse di immatricolazione e di proprietà esistono tasse di circolazione, che molte volte vanno pagate se si vuole circolare in perfetta regola in un Paese estero.

Trasferimento per motivi di studio o lavoro temporaneo e tasse auto

Andare in un altro Stato della Comunità Europea per lavorare per un breve periodo di tempo o trasferirsi li per motivi di studio da diritto a circolare con la propria auto, immatricolata nel Paese natio, senza bisogno di adempiere ad alcun obbligo normativo, compreso quello del pagamento delle tasse.

Trovare lavoro duraturo, anche durante il periodo di studio però può essere considerato diverso e quindi può assoggettare l’interessato al pagamento delle tasse. Va ricordato per esempio che in Germania (ma anche in Paesi nordici come la Danimarca o la Svezia), le tasse di immatricolazione non sono abbuonate nemmeno agli studenti.

Per le auto aziendali invece, la situazione è differente e riguarda da vicino i lavoratori transfrontalieri. Infatti guidare una auto dell’azienda per cui si presta servizio e risiedere in un Paese al di la del confine, da diritto ad utilizzare liberamente l’automobile in entrambi i Paesi interessati.

Se invece l’auto è di proprietà dello stesso lavoratore transfrontaliero, non esiste doppia tassazione e pertanto le tasse automobilistiche vanno pagate nel Paese dove si risiede e non quello in cui si va a lavorare.

Per chi invece ha una seconda casa in un Paese diverso da quello in cui vive, nessuna tassa è dovuta nello Stato in cui per esempio si è soliti trascorrere le vacanze. Anche in questo caso però occorre prestare attenzione, perché se l’auto utilizzata per la seconda casa all’estero è anche la seconda auto lasciata lì solo per il periodo delle vacanze, si potrebbe dover pagare la tassa di immatricolazione anche nel secondo Paese.

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