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John Elkann: “Marchionne avrebbe approvato la fusione con PSA”

Secondo John Elkann, Sergio Marchionne avrebbe fornito pareri positivi sulla fusione tra FCA e PSA che ha dato vita a Stellantis

Stellantis

Il futuro di Stellantis è elettrico. Una visione che ormai è già nota, a più riprese confermata sia da John Elkann che da Carlos Tavares. Come abbiamo già visto qui, l’obiettivo imposto da John Elkann è quello di aumentare le vendite proprio nella direzione dell’elettrico d’altronde secondo il presidente del gruppo sorto dalla fusione tra FCA e PSA “grazie alla sua dimensione, Stellantis potrà investire risorse per offrire ai clienti nuovi prodotti grazie a un portafoglio di marchi rinomati. Inoltre, sarà in grado di aumentare significativamente la sua attuale gamma di modelli elettrificati: nel 2021, con 11 nuovi modelli ad alto voltaggio, prevediamo di quasi triplicare le vendite globali di veicoli”.

Ma c’è un passaggio molto interessante nel ragionamento di John Elkann, quello che conduce a Sergio Marchionne. Se infatti nelle scorse settimane il presidente di Stellantis aveva ammesso che suo nonno Gianni Agnelli avrebbe approvato il percorso di fusione, secondo John Elkann lo stesso discorso potrebbe essere esteso allo stesso Marchionne. “Sono orgoglioso che abbiamo concluso con successo una fusione del tipo che Sergio Marchionne aveva raccomandato anni fa. Se Sergio fosse ancora con noi, sono sicuro che approverebbe con forza la creazione Stellantis”. Nella lettera indirizzata agli azionisti di Exor non ha preso però altri argomenti, puntando piuttosto su un ragionamento che va incontro ai risultati raggiunti da Iveco escludendo però i discorsi sulla questione Faw – Cnh.

Nel solo mese di marzo Stellantis ha immatricolato 68.222 unità, producendo un valore in netto rialzo rispetto alle 8.096 unità dello stesso periodo dello scorso anno, secondo un incremento del del 742,7%. La quota di mercato, a marzo 2021, di Stellantis è ora pari al 40,02% con una crescita netta rispetto allo scorso anno quando a marzo 2020 il dato era fermo al 28,5%. Confronti positivi che comunque devono tenere conto delle importanti contingenze proposte dalla pandemia da Coronavirus che ha sconquassato il mondo intero.

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