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Stellantis: non sono ancora chiare le intenzioni sull’approdo in Cina

Il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA non ha ancora chiarito quelle che saranno le posizioni da prendere per il mercato cinese

Stellantis

Le sfide che attendono Stellantis sono tante e di ampio respiro. Se il nuovo asset posto in essere dalla recente fusione tra FCA e PSA risulta concretamente forte in Europa, e lo sarà ancora di più da ora in avanti, è chiaro che l’interesse al consolidamento su altri mercati si pone alla base delle nuove mire che vorrà intraprendere il nuovo colosso dell’auto guidato da Carlos Tavares.

Già da diverse settimane si parla della volontà di concretizzare alcuni marchi del nuovo gruppo in America e ponendo Mike Manley alla guida di questo redditizio mercato, si comprende bene la strada che Stellantis vuole tracciare in America. Oggi in America le incognite sono parecchie e un mercato così vasto potrebbe presentare il conto a Stellantis sebbene oggi con un paio di marchi ex FCA le cose vadano piuttosto bene.

In Cina i maggiori interrogativi

Come è noto, i maggiori punti di domanda sorgono invece in Cina. Il mercato cinese è quello in cui le automobili si vendono come in nessun’altra parte al mondo, si capisce bene perché anche in questa parte di mondo le volontà di Stellantis non possono essere messe da parte.

Però se si guarda al recente passato sia di FCA che di PSA, le cose in Cina non vanno benissimo poiché probabilmente un ingresso serio nel mercato cinese non è stato mai ponderato veramente. PSA però ha tentato la strada della Cina guidata proprio da Carlos Tavares, pur riscontrando evidenti difficoltà di adattamento ad un mercato particolarmente complicato nella gestione complessiva.

In ogni caso il primo anno di approdo in Cina di PSA, il 2014, riuscì a realizzare un ottimo dato di vendita pari a circa 730mila vetture vendute. Ma nel giro di sei anni il crollo delle vendite è stato spaventoso, fino all’ultimo dato che ha registrato solamente 50mila vetture vendute. Lo stesso Carlos Tavares si era comunque espresso sulla questione ammettendo che bisognerà trovare “la formula giusta per avere successo in Cina”. Oggi però, da CEO di Stellantis, non ha fornito visioni concrete su un migliore approdo in Cina e la cosa potrebbe essere in un certo senso negativa. Sorgono infatti dubbi sull’effettiva volontà di approdare in quest’area, o forse oggi poco si sa perché le volontà vengono magari nascoste al momento. Il lavoro di Stellantis è appena cominciato, ma bisogna capire che intenzioni esistono guardando proprio alla Cina.

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