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Baratto amministrativo per le multe, ecco come si può non pagare le multe con la pubblica utilità

Le multe per le infrazioni del codice della strada vanno pagate sempre, o in alternativa possono essere convertite in lavori socialmente utili.

Multe sconto estensione

Pagare le multe per le infrazioni del Codice della strada oltre ad essere obbligatorio per legge è un dovere morale. Non pagarle è pericoloso dal momento che esistono sanzioni amministrative, sanzioni pecuniarie, interessi, ingiunzioni di pagamento e cartelle esattoriali.

La legge però in determinati casi consente la conversione delle multe tramite l’istituto del baratto amministrativo. In pratica, si può lecitamente non pagare la multa sostituendola con attività di pubblica utilità. Ma come funziona questo istituto e quando si può utilizzare? Ecco le norme da seguire.

 

La conversione delle multe con il baratto amministrativo

Prendere una multa per una infrazione al Codice della strada non è certo un evento raro e probabilmente ci sono passati moltissimi contribuenti. Pochi sanno che a volte non è necessario pagare la multa, perché se la multa non viene pagata da un contribuente, quello che a tutti gli effetti risulta essere un debito, potrebbe venire sanato in maniera diversa. Parliamo del baratto amministrativo,, che concede al contribuente multato, di estinguere il debito relativo alla multa per infrazione al Codice della strada, attraverso lo svolgimento dei lavori socialmente utili.

Va ricordato che per lavoro socialmente utile si intende quella attività non retribuita dalla quale scaturisce un beneficio per la collettività. E l’attività da svolgere in alternativa al pagamento della multa deve essere proprio della qualità prima descritta. Il lavoro di pubblica utilità che sarà chiamato il debitore che chiede il beneficio del baratto amministrativo andrà svolto presso il proprio Comune di residenza, presso la propria Regione, Provincia o Stato. In alternativa possibile svolgere le ore di lavoro socialmente utile presso associazioni di volontariato.

 

Non tutti i contribuenti rientrano nel baratto amministrativo

La facoltà di convertire le multe per le infrazioni del Codice della strada in lavoro socialmente utile riguarda solo determinati cittadini. Infatti occorre che il Comune abbia aderito a questa iniziativa. Spesso oltre alle multe i Comuni hanno scelto di convertire in attività a beneficio della collettività, anche i tributi locali.

Tipiche attività socialmente utili sono la pulizia delle strade, la cura del verde pubblico, le attività di recupero del patrimonio edilizio pubblico, la cura di parchi e giardini e così via. Dal momento che come abbiamo visto, occorre che sia il Comune a deliberare questa possibilità di conversione delle multe o dei tributi locali, sono le contravvenzioni comminate dalla Polizia Locale o Municipale, cioè dai Vigili Urbani quelle potenzialmente convertibili in attività lavorative di interesse collettivo.

Infatti le multe della Polizia Stradale piuttosto che dei Carabinieri, non rientrano in questa opzione per i contribuenti. Differenza questa che occorre sottolineare per evitare equivoci. In pratica, occorre che sia lo stesso ente che ha deliberato ad essere quello a cui la multa va pagata, come nel caso delle contravvenzioni del codice della strada comminate dalla Polizia Locale. Allo stesso modo, sono le tasse, i tributi o le imposte dovute allo stesso Comune a rientrare nella facoltà di baratto. Pertanto, nessuna possibilità di barattare Irpef, Iva o Ires, ma bensì Imu, Ici, Tassa sui Rifiuti e Tasi.

 

Come fare per trasformare una multa?

 

Il meccanismo con cui è possibile trasformare il pagamento di una multa in lavoro socialmente utile è identico a quello relativo a tasse e tributi locali. Occorre al riguardo contattare o la Polizia Locale nel caso di multe  o il proprio Ufficio Tributi del Comune per le tasse, il tutto per capire se lo stesso Ente ha aderito al baratto amministrativo, ovvero, se ha deliberato in questo senso.

E sempre il Comune, tramite proprio atto (la delibera) deve stabilire anche le modalità di richiesta. Il contribuente una volta appurata la possibilità, deve inoltrare domanda al Comune  entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data in cui ha ricevuto la multa. La domanda deve essere particolareggiata, perché deve contenere tutti i riferimenti del verbale e pure la struttura presso la quale si vorrebbe svolgere il lavoro socialmente utile.

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