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Stellantis: ecco tutto quello che c’è da sapere

Con la fusione ormai quasi definitiva tra FCA e PSA si da vita ad un colosso dell’auto, quarto produttore su scala mondiale

Stellantis
Stellantis

Per dirla con le parole di Carlos Tavares “è un momento storico”. Lo è l’ulteriore fase di avvicinamento verso il completamento effettivo della fusione tra FCA e PSA che ha condotto i due gruppi verso la realizzazione del quarto gruppo a livello mondiale nel settore dell’automobile.

L’ulteriore fase di approdo nel mercato globale di Stellantis è stata infatti tracciata oggi dai pareri positivi posti in essere dalle assemblee di FCA e PSA che hanno comunicato la loro approvazione pressoché totale al progetto. Ma bisognerà attendere ancora qualche giorno, nello specifico il prossimo 16 gennaio per veder nascere ufficialmente Stellantis secondo quanto dichiarato a margine delle assemblee di FCA e PSA.

Numeri impressionanti

I numeri che gestiscono l’operazione sono di vasta proporzione: sono oltre 400mila i dipendenti in accordo con 9 milioni di immatricolazioni annuali complessive e con 200 miliardi di fatturato. Al momento non dovrebbero sorgere problematiche relative a rischi sul futuro dei marchi della nuova galassia Stellantis (è il caso di dirlo), sebbene qualche brand che soffre maggiormente in questo momento potrebbe ottenere più di qualche relativa attenzione da parte di Carlos Tavares.

Tra questi potrebbe ad esempio rientrare Chrysler che non ha più lo stesso appeal di un tempo. Negli Stati Uniti i numeri sono in concreta difficoltà, sebbene il costruttore rivesta ancora un ruolo da buon protagonista. D’altronde con un parterre di quindici marchi a disposizione potrebbe insinuarsi il rischio di sovrapposizioni tra modelli. Ma al momento c’è solo lo spazio per festeggiare la riuscita dell’approvazione da parte delle assemblee e nulla viene elargito su questo fronte.

La sede di Stellantis, come è noto, si sposterà quindi in Olanda con a capo Carlos Tavares e alla presidenza John Elkann. Al vertice dell’azionariato di Stellantis c’è invece Exor (holding degli Agnelli) con il 14,4% davanti a Peugeot che possiede il 7,2% mentre il 6,2% è dello Stato Francese e il 5,6% dei cinesi di Dongfeng. Sono cinque i consiglieri di FCA tra i quali Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Kevin Scott e Wan Ling Martello oltre allo stesso John Elkann. La vicepresidenza è invece affidata a Robert Peugeot mentre gli altri consiglieri provenienti da PSA sono Henri de Castries, Niclas Dufourcq, Ann Frances Godbehere e Jacques de Saint-Exupery.

Tavares Manley

Al nuovo consiglio di amministrazione spetterà il duro compito di formalizzare i desideri in fatti. I propositi di John Elkann sono stati abbastanza chiari: “vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità, proprio come hanno fatto i nostri padri fondatori con grande energia negli anni pionieristici. Il prossimo decennio ridefinirà la mobilità. Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro ed è stata quest’ambizione a unirci. Stellantis sarà uno dei maggiori Oem a livello mondiale. Ciò che più conta è che sarà un’azienda con le dimensioni, le risorse, la molteplicità di componenti e il know-how necessari per cogliere con successo le opportunità di una nuova era”.

Alle sue parole si aggiungono quelle di Carlos Tavares che ha parlato anche delle sfide che Stellantis dovrà sostenere tra le opportunità del prossimo futuro. “Servono massicci investimenti per preparare un futuro brillante per la nuova compagnia. FCA e PSA sono due aziende in buona salute ma siamo coscienti che saremo più forti insieme”, ha aggiunto.

Nuovi stabilimenti

Da quanto è emerso oggi, sembrerebbe che ci sia la volontà di realizzare nuovi stabilimenti da abbinare a quelli già esistenti nei vari Paesi mentre c’è una ovvia apertura verso le elettriche e l’elettrificazione dei futuri modelli.

“Stellantis rappresenta l’unione di due partner che condividono la stessa mentalità. Due realtà che si alleano per costruire qualcosa di unico offrendo ai propri clienti veicoli e servizi per la mobilità originali, sicuri, pratici, innovativi e sostenibili. Negli ultimi 10 anni abbiamo aumentato di 5 volte il valore del Gruppo Fiat, la fusione proposta con Groupe Psa è un ulteriore, coraggioso, passo avanti nel nostro viaggio”, ha infatti aggiunto Elkann. Giudizio ancora una volta simile a quello fornito da Tavares: “è un momento storico. Di fronte a noi c’è una sfida importante che è la difesa della libertà di mobilità dei nostri cittadini: sicurezza, prezzi convenienti e meno inquinamento. Bisognerà dimenticare la bandiera di PSA e quella di FCA e creare la bandiera Stellantis senza far scomparire le due culture, ma sviluppandone i vantaggi. Si è molto più forti quando sì è multiculturali”.

Quindi oltre al fatto di terminare il perfezionamento della fusione il prossimo 16 gennaio, FCA e PSA hanno fornito altre date utili soprattutto per ciò che riguarda la negoziazione delle azioni ordinarie della nuova formazione societaria. I titoli di Stellantis saranno infatti scambiati già il 18 gennaio a Milano e a Parigi e poi il 19 gennaio a New York. Si può dire che la data che porterà all’effettivo perfezionamento della fusione appare anche in anticipo rispetto alle indiscrezioni delle scorse settimane.

Nel frattempo gli azionisti beneficeranno dell’ultima delibera sulla distribuzione del dividendo di 1,84 euro ad azione ordinaria per un totale di quasi tre miliardi di euro.

Unione bifamiliare

Si comprende bene che la fusione tra FCA e PSA rappresenta anche una importantissima unione tra due delle più imponenti famiglie del capitalismo del Vecchio Continente. Ovvero tra gli Agnelli e i Peugeot: i primi precursori dell’automobile in Italia mentre i secondi da sempre impegnati nella produzione industriale in Francia.

Le due famiglie si sono quasi sempre cercate ma ora con l’ufficialità del matrimonio le cose cambiano e l’unione si fa certezza. La forte impronta europea di entrambe permette di ragionare comunque in ragione di una volontà di espansione seria verso altri mercati oggi più redditizi e influenti. Si punta agli Stati Uniti, dove il lavoro di gestione è affidato a Mike Manley che può contribuire ad affermare i marchi che verranno indirizzati in questa direzione, ma si guarda con attenzione maggiore ad oriente dove sia FCA che PSA possiedono un’impronta pressoché assente.

Andrea Agnelli e John Elkann

In ogni caso PSA può gestire meglio la questione in Cina dove è stata tra i primi marchi a debuttare, mentre FCA potrà contare su una forte presenza in Nord America per permettere l’implementazione di brand a trazione PSA da quelle parti: a cominciare da Peugeot che mira da parecchio tempo ad un ritorno negli USA. Le sinergie renderanno la questione ancora più importante, permettendo secondo le stime risparmi nell’ordine di 5 miliardi di euro nel giro di 4 anni grazie alle condivisioni in relazione di spese per lo sviluppo e la produzione.

I protagonisti

Con John Elkann si conclude quindi un processo tormentato relativo proprio alla fusione tra i due grandi gruppi. John si è posto da protagonista nell’accordo industriale che ha portato alla realizzazione di una compagine dai tratti interessanti. Una fusione di questo tipo, di questi tempi, rappresenta un fatto di portata quasi epocale.

Sulla base di un’analisi del Wall Street Journal, John Elkann pare abbia mantenuto sempre un atteggiamento pacato durante i mesi che hanno preceduto la fusione. Lo ha fatto con Robert Peugeot quando FCA sembrava più vicina a Renault che a PSA, e lo ha fatto anche con i suoi familiari informandoli costantemente della gestione delle diverse attività per evitare la generazione di dubbi infondati. Qualità che potrebbero risultare parecchio utili anche in Stellantis.

Tavares PSA, FCA Fusione

Differenti sono invece le sfide poste in essere sul piatto di Carlos Tavares, CEO di Stellantis. Il suo compito sarà probabilmente condizionato dalle tensioni che sta vivendo il mercato dell’auto a causa della Pandemia ma anche in relazione alla transizione verso l’elettrico. Proprio in relazione all’elettrico, Stellantis dovrà accelerare per provare a contrastare l’avanzata degli altri marchi già avanti sulla tecnologia del domani. Con un ventaglio di marchi così ampio, una strada da percorrere potrebbe vedere la perfetta sinergia tra varie tipologie di motorizzazione.

Allo stesso tempo la convivenza di un set così ampio di possibilità non è di certo di facile comprensione. In ogni caso, come si diceva più sopra, sembra che non ci siano volontà di soppressione di marchi della nuova galassia societaria. Ogni marchio a suo modo possiede peculiarità proprie. Insomma, le sfide sono tante. Ora tocca a Stellantis comprendere la strada da seguire.

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